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Alessandria

Borsalino, due in corsa per acquisire il marchio storico

Entro la fine della settimana è attesa la decisione del consiglio di amministrazione della Borsalino sulle offerte presentate. Due le cordate: una svizzera e l'altra di imprenditori milanesi ma legati alla città di Alessandria e coordinata dal commercialista Alberto Zaio. “Si tratta di una proposta di affitto d'azienda che garantirebbe la continuità occupazionale”
ALESSANDRIA – Questione di giorni, poi il consiglio di amministrazione della Borsalino, storico cappellificio alessandrino, dovrebbe sciogliere le riserve e decidere il suo futuro.
L'arresto in Svizzera dell'imprenditore Marco Marenco, accusato di bancarotta e che, nel crac finanziario, ha rischiato di trascinarsi dietro l'azienda, non dovrebbe cambiare le carte in tavola. Marenco non ha più alcun ruolo in Borsalino, pur essendo ma stato il suo maggior azionista. Il fallimento non riguarda direttamente l'azienda che produce cappelli, ma l'imprenditore ed altre società a lui legate. Le quote che furono di Marenco, intanto, sono state "congelate".
La partita si gioca ora all'interno del consiglio di amministrazione che sta valutando le offerte per rilevare e portare avanti l'attività.
Due sarebbero le manifestazioni di interesse. Quella che più preme agli alessandrini è quella di un gruppo di imprenditori milanesi, legati però ad aziende locali, coordinati dal commercialista Alberto Zaio.
E' stato Zaio a mettere a punto, nel dettaglio, i termini dell'offerta. “si tratta di una proposta di affitto d'azienda, che garantirebbe la continuità dell'attività e quella occupazionale. A giorni il Cda dovrebbe esprimersi a giorni. Noi siamo fiduciosi”. Altro non aggiunge, il professionista di Alessandria.

Sugli “imprenditori milanesi” pronti a mettere sul piatto risorse, però, c'è il più stretto riserbo. Di voci, nei giorni scorsi, ne sono circolate molte in città, ma nessuna trova conferma.
L'altra cordata, per quanto è dato sapere, farebbe capo ad imprenditori svizzeri.
I sindacati auspicano, dal canto loro, la soluzione che consenta di preservare l'occupazione. 
Il primo nodo che la squadra vincente si troverà ad affrontare è quello dell'accordo con l'Agenzia delle Entrate che chiede il rientro per 16 milioni di euro.
29/04/2015

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