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Alessandria

Borsalino verso il fallimento? Il Tribunale deciderà la prossima settimana

Una dura requisitoria del pubblico ministero. Le speranze del fronte aziendale e sindacale riposte nello slittamento dello scorso 7 novembre da parte del Tribunale di Alessandria oltre ad alcune richieste precise poste a Camperio sembrano ora venire meno. La decisione è attesa entro la prossima settimana
 ALESSANDRIA - Ancora nulla di certo e di deciso sul futuro dell'azienda Borsalino, marchio di livello internazionale del territorio alessandrino. Nella giornata di ieri, però, molte delle speranze per un esito favorevole della vicenda hanno iniziato a scemare: sul fronte aziendale, così come su quello sindacale e anche politico (visto l'impegno e il coinvolgimento anche del Comune di Alessandria nel proteggere una eccellenza nostrana come la fabbrica di cappelli) le preoccupazioni crescono e lo scenario che si apre sembra volgere al pessimismo.

Una dura requisitoria è stata quella del pubblico ministero che ha chiesto il fallimento dell'azienda, non accettando quindi la proposta di Philippe Camperio di concordato preventivo. Da qui il pessimismo dei sindacati, così come della azienda stessa per un epilogo della vicenda che va verso il fallimento. Ma il tribunale di Alessandria non ha ancora deciso: la sentenza è prevista per la prossima settimana.

Tutto, fino a ieri, aveva fatto ben sperare: lo slittamento della decisione di quasi un mese da parte della Procura e anche alcune precise richieste fatte allo stesso acquirente, a Camperio. Il panorama sembrava dei migliori....e ora invece il presentimento sembra essere di senso opposto. La Borsalino sta andando verso il fallimento? E quali saranno le conseguenze, cosa succederà se questa dovesse essere la decisione del Tribunale?

Se il concordato non venisse accettato e si aprisse la strada del fallimento si aprirebbero le porte della messa all'asta. Formalmente Camperio ha un affitto di ramo d'azienda che scade a fine anno e questo sarebbe quello che potrebbe tornare “sul mercato”. Ma dall'altro fronte l'imprenditore italo -svizzero aveva in precedenza acquistato il marchio “Borsalino”. Quindi si andrebbe all'asta con l'azienda, che significa fabbrica, macchinari e lavoratori ma senza il marchio famoso e noto in tutto il mondo. E qui la domanda nasce spontanea: chi compra l'azienda senza il marchio, quel marchio a maggior ragione? Chi se non lo stesso Camperio, probabilmente.
Altra possibilità è che il Tribunale decida di mettere in dubbio anche l'acquisto da parte dell'imprenditore del marchio del cappello alessandrino: e in questo caso lo scenario giudiziario e l'epilogo della storia diventerebbe ancora più complicato.

Ad oggi nei fatti sono solo supposizioni, possibili scenari. Quel che è certo è che tutti si sarebbero aspettati e ancora sperando si aspettano un epilogo diverso per questa azienda, per i suoi lavoratori e per il nome della città che porta con orgoglio in tutto il mondo.
15/12/2017

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