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Alessandria

Cambio nello Sprar del Comune: si abbandona un’eccellenza e ci si affida al grande gestore

Scelta che farà discutere da parte dell’Amministrazione, che preferisce il “campione dell’accoglienza” Social Domus alla cordata composta da Cambalache, Cooperativa Sociale Coompany & e Associazione Comunità San Benedetto al Porto che l’hanno gestito finora raccogliendo numerosi riconoscimenti a livello nazionale e mondiale
ALESSANDRIA - Venerdì 16 novembre è stato reso noto l’esito della gara di assegnazione del bando per la gestione del progetto Sprar in città, vale a dire l’insieme di percorsi dedicati all’accoglienza e, soprattutto, all’integrazione, per i soggetti stranieri ospitati in città per ragioni umanitarie.

Iniziato a giugno 2016, il percorso Sprar del Comune di Alessandria, gestito finora da Cambalache e i suoi partners ha incassato il plauso non solo dell’Amministrazione, che più volte ne ha elogiato l’efficacia, sottolineando l’importanza del lavoro svolto contrapponendolo ai Cas, i centri di accoglienza straordinaria coordinati dalle Prefetture e che prevedono meno strumenti di controllo, sia da parte di enti nazionali e internazionali, che hanno assunto l’eccellenza alessandrina come modello a cui ispirarsi, tanto da essere chiamati a intervenire perfino a Ginevra in un incontro promosso dall’Onu.

Proprio per questo, l’esito del bando ha sorpreso non solamente gli operatori direttamente coinvolti, ma anche diverse realtà del territorio che con i gestori attuali hanno collaborato in questi anni, intessendo una fitta rete di relazioni e contribuendo a costruire percorsi personalizzati con i migranti ospitati in città quali, per citare uno dei più famosi, l’esperienza di formazione lavorativa legata al progetto Bee My Job.

Ora, stando alla determina pubblicata sull'albo pretorio, a prevalere è stato il progetto presentato dall’Aps Social Domus, che in città (e non solo) rappresenta un modello sicuramente differente, che ha scelto di puntare sui grandi numeri dell’accoglienza e focalizzando l’attenzione negli ultimi anni proprio sul tema dei migranti, accolti e “gestiti” con diversi sedi sul territorio provinciale.

La giunta leghista inverte quindi la rotta, dimostrando di preferire il modello di accoglienza più improntato al grande piano industriale (almeno per quanto riguarda i numeri gestiti, con cifre da capogiro che contano svariati milioni di euro di contributi l’anno) rispetto a quello più basato sui piccoli numeri, figlio di una “scelta improntata a garantire la massima cura nel seguire ogni singolo migrante nel suo percorso di inserimento” - come spiega Mara Alacqua, presidente di Cambalache, che commenta: “nei giorni scorsi siamo stati convocati per il passaggio delle consegne, come è giusto che sia perché la priorità deve essere quella di garantire la continuità dei progetti per chi è inserito nello Sprar, a prescindere da chi ne sia il gestore. Certamente attendiamo di conoscere nel dettaglio le scelte effettuate per capire se è stato commesso qualche errore, anche da parte nostra, o secondo quali criteri questa scelta sia maturata. Siamo molto dispiaciuti perché in questi anni il progetto è cresciuto insieme al Comune, in un rapporto di collaborazione che ha insegnato tanto a tutti, senza che sia mai stato sollevato un problema su qualche aspetto della nostra gestione, che anzi è stata più volte elogiata anche per l’impatto positivo avuto sulla comunità alessandrina e non solo sui migranti. Dopo un periodo di proroghe, iniziate a dicembre 2017, apprendiamo ora questa notizia. Per noi si tratta di un duro colpo perché abbiamo investito molto in questi anni per la formazione di operatori qualificati e che oggi sono una ricchezza del territorio che rischia di essere dispersa.
Aver puntato sulla molteplicità dei soggetti coinvolti - sottolinea la presidente di Cambalache - resta per noi un punto di orgoglio, perché siamo convinti di aver offerto così ai migranti più possibilità di integrazione, godendo delle capacità di soggetti specializzati in ambiti differenti. Ad aggiungere difficoltà alla nostra situazione c’è anche il fatto che finora ci sono state liquidate le spese relative al 2017 mentre siamo stati noi ad anticipare tutte le spese relative al 2018”.

Il progetto Sprar per Alessandria vale circa 410 mila euro all'anno, e l’assegnazione viene fatta per periodi di 3 anni. Attualmente in gestione ci sono 23 persone, di cui alcune minorenni.

Per ora preferisce invece non commentare Anna Pagella, presidente di Social Domus, che si affida a un laconico: “abbiamo ricevuto questa comunicazione ma è ancora presto per rilasciare dichiarazioni”.
17/11/2018

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