Cronaca

Condannato per maltrattamenti e lesioni ma non c' l'aggravante

Era accusato di maltrattamenti, aggravati dall'aver percosso la compagna incinta e lesioni per aver accoltellato la suocera. La compagna, invece, non era incita. E' stato condannato in abbreviato
CRONACA – Era stato arrestato lo scorso marzo, con le pesanti accuse di maltrattamenti aggravati, lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Finto a processo con il rito abbreviato, in aula, davanti al giudice per le indagini preliminari, è stato condannato alla pena di 2 anni e 8 mesi di carcere (il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 3 anni e 8 mesi). Cade, tuttavia, l'aggravante, costituita dal fatto che la compagna percossa con calci e pugni, in realtà non era incinta. Ciò non toglie, secondo l'accusa, la gravità delle azioni, per le quali Antonio Lambra, 35 anni, è stato pertanto condannato.
L'imputato e la compagna, 33enne (nel frattempo deceduta per cause naturali) si erano conosciuti via internet. Avevano vissuto insieme per un breve periodo poi, forse a causa di difficoltà economiche, erano andati a vivere con la mamma di lei, sessantenne, in una abitazione in via Righi.
I carabinieri erano intervenuti nel marzo del 2018 quando, a causa di una lite furibonda, la madre era stata colpita con un coltello alla spalla.
Gli inquirenti avevano ricostruito un quadro domestico fatto di violenze e privazioni. Dalle indagini era infatti emerso come Lambra tenesse praticamente “segregate” le due donne, impedendo loro di avere contatti all'esterno di una realtà quotidiana di dolore e degrado.
Aveva fatto inorridire, in particolare, il dettaglio dei maltrattamenti verso la compagna che pareva essere in attesa di un figlio, al quinto mese di gestazione. Solo ad arresto avvenuto, è emerso che la donna, in realtà, non era incinta. Perchè aveva detto di esserlo? Era una menzogna? aveva fatto analisi mediche? Una spiegazione che, probabilmente, non verrà più data perchè la donna nel frattempo è deceduta per cause che non sono legate al rapporto con Lambra.
Resta, comunque, l'impianto accusatorio delle lesioni alla suocera, restano le parole e i gesti di oltraggio e resistenza ai pubblici ufficiali, quando fecero scattare le manette, resta la violenza in un constesto di difficoltà quotidiane.
La difesa di Lambra, assunta dall'avvocato Daniela Sogliani, attende le motivazioni del giudice per valutare un ricorso. 
11/10/2018
Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it