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Atletica

Il sogno (europeo) infranto: elogio a Paolo Dal Molin

L'ostacolo che separava il 31enne di Occimiano dalla finale europea non sembrava così alto, non come le altre volte. Invece la dea bendata è stata cieca per davvero, un'altra volta. "So che mi sarei potuto divertire veramente. Settimana prossima verrò operato al ginocchio"
ATLETICA - Eppure ci avevamo creduto. Paolo Dal Molin era riuscito a farci sperare nell'impresa che solo sei mesi prima pareva impossibile. Record personale in batteria, primo sul traguardo davanti all'altro azzurro Hassane Fofana, staccato di 10 decimi. L'ostacolo che separava il 31enne di Occimiano dalla finale europea non sembrava così alto, non come le altre volte. Invece la dea bendata è stata cieca per davvero, un'altra volta.

Sono le 19.15 all'Olympiastadion di Berlino, ancora pochi attimi allo start. Gli atleti sono concentrati, le gambe sono 'calde' al punto giusto. Gli ultimi allunghi prima di sistemarsi sui blocchi. In corsia due c'è Paolo Dal Molin. Finalmente è tornato. Dopo quattro anni tribolati che gli hanno fatto quasi dire basta, il poliziotto nato in Camerun ma cresciuto nella provincia alessandrina ha ritrovato la giusta distanza che separa un atleta dalla voglia di mollare tutto. Ora, però, proprio a pochi attimi dalla partenza, sta parlando con gli addetti alla pista. Cosa succede? Lo sguardo è preoccupato. Lo fanno accomodare a bordo pista, intanto sullo schermo iniziano a scorrere i nomi dei partenti, uno per uno. Lo speaker li annuncia con enfasi. Paolo Dal Molin, a meno di un minuto dallo sparo, è ancora circondato dallo staff medico, freneticamente all'opera. Una fasciatura alla coscia sinistra, poi di corsa sui blocchi. Bene! Allora parte, ma quella fasciatura.... Qualcosa non va, deve essere qualcosa di serio. Sale lo sconforto di chi guarda. Intanto cala il silenzio nello stadio. Gli atleti si posizionano con le schiene curve e i palmi poggiati a terra, poi si sollevano nella classica posizione che precede lo scatto. Via! La corsa e i salti di Dal Molin sono pesanti, sembra quasi che qualcosa lo freni. Secondo dopo secondo perde terreno, gli altri scappano via. Alla fine è sesto. E' fuori anche stavolta, la finale rimane un miraggio. Dopo Helsinki e Zurigo questa sembrava quella giusta, e invece... 

Dopo la gara le interviste di rito, il responso di Paolo non fa che confermare quello che tutti poco prima avevano immaginato: contrattura alla coscia sinistra, durante il riscaldamento. E' bastato un piccolo allungo. "Dispiace tanto perché stavo davvero bene". Dispiace tanto anche a noi, ci avevamo creduto.

Ora non resta che guardare avanti, perché nonostante gli infortuni e gli anni che passano la voglia di continuare c'è ancora. Contrattura a parte (un incidente di percorso che può capitare a chiunque...) la priorità è rimettere a posto quel ginocchio malandato, che da anni lo fa dannare. L'annuncio del prossimo intervento arriva su Facebook, poche frasi dalle quali emerge però la giusta dose di grinta e fiducia: "Concludo questa stagione 2018 con un mezzo sorriso. Nonostante le mie condizioni fisiche so che mi sarei potuto divertire veramente. Settimana prossima verrò operato al ginocchio e forse questi 4 anni di calvario giungono al loro termine. Un grazie enorme a tutti i pazzi che mi sostengono, mi scrivono e credono in me". 

Saremo dei pazzi, ma noi ci crediamo ancora. Il prossimo è l'anno dei Mondiali, a Doha. Nel 2020 le Olimpiadi nipponiche in quel di Tokyo. La risalita di Paolo Dal Molin potrebbe essere appena (ri)cominciata.
19/08/2018
Alessandro Francini - sport@alessandrianews.it

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