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Alessandria

La presenza di "verde" in città porta benefici sulla qualità dell'aria?

Questa è stata la domanda alla base dello studio portato avanti da Arpa Piemonte, Comune di Alessandria in collaborazione con il gruppo di ricerca bio-meterologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna per capire l'influenza della vegetazione all'interno degli spazi urbani. Il monitoraggio tra febbraio e marzo è stato fatto con due postazioni mobili: una vicino alla scuola Carducci (area "non green") e una ai giardini pubblici (area "green"). Ecco cosa è emerso
 ALESSANDRIA - Arpa Piemonte, in collaborazione con il Comune di Alessandria, sta effettuando uno studio volto a valutare i benefici che può portare la presenza di vegetazione in città, sulla qualità dell’aria e sui parametri meteoclimatici (temperatura, umidità, vento, radiazione). La relazione pubblicata da Arpa Piemonte presenta i risultati ottenuti nella prima fase dello studio: nei mesi di febbraio-marzo è stato effettuato un monitoraggio della qualità dell’aria, utilizzando due postazioni mobili, posizionate in due aree della città con differente presenza di vegetazione. Da un lato la scuola primaria Carducci (sito "non green") dall'altro i giardini pubblici di fronte alla stazione ferroviaria (sito "green"), al fine di rilevare le differenze microclimatiche e di inquinamento. Due postazioni comunque interne agli spalti.

Con le due stazioni mobili sono stati monitorati Pm10 con frequenza giornaliera e altri inquinanti come gli ossidi di azoto (NO/NO2), l'ozono, temperatura e umidità relativa acquisiti con frequenza oraria. Le concentrazioni registrate con i laboratori mobili sono state anche confrontate con quelle misurate nelle stazioni fisse di rilevazione della qualità dell’aria: la stazione da traffico di Alessandria D’annunzio e con quella di fondo urbano, Volta.

Il confronto tra le due aree comunali non ha evidenziato differenze di rilievo per le polveri sottili PM10, le temperature minime, medie e massime e l’umidità. Rispetto agli andamenti orari, sul giorno tipo e sui giorni della settimana non si osservano differenze particolarmente significative. Si nota tuttavia una leggera superiorità, 5°C, della postazione “green” rispetto a quella “non green”, in particolare sulle temperature minime. L’andamento del giorno tipo evidenzia infatti temperature più alte dalle 0 alle 6 e dalle 17 alle 24 presso la postazione dei giardini. Anche il confronto delle medie giornaliere sulle polveri sottili – nel periodo invernale – non ha mostrato grandi differenze tra le due postazioni, quella con più verde e quella con meno.

E’ stato rilevato invece un effetto positivo sulle concentrazioni di ozono con una riduzione del 10-20% presso i giardini rispetto alla Scuola Carducci ed una verosimile variazione del bilancio dinamico di reazione del ciclo ozono-ossidi di azoto (NOX) con maggior formazione di biossidi di azoto (NO2) e diminuzione di ozono nel sito con vegetazione in relazione a quello senza. Analizzando gli andamenti giornalieri degli inquinati, è emerso in entrambi i siti sia la presenza del picco mattutino che serale tanto di monossido di azoto (NO) che di biossido di azoto (NO2) Per il monossido di azoto gli andamenti presso la scuola Carducci risultano simili a quelli della postazione dei giardini ed alla stazione “Alessandria Volta” mentre la stazione da traffico d’Annunzio presenza picchi di inquinamento decisamente più elevati. Questi andamenti trovano corrispondenza nell’andamento del traffico veicolare. Gli andamenti di biossido di azoto invece presentano alcune differenze già riscontrate in analoghe campagne con valori più alti in area verde, probabilmente a causa di un diverso bilanciamento delle reazioni ad opera degli alberi o per effetto indiretto sul ciclo fotochimico in base alla differente filtrazione della luce solare.

La campagna di monitoraggio – di Arpa, in collaborazione con il gruppo di ricerca bio-meterologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (IBIMET-CNR) e con il supporto operativo del Comune di Alessandria - verrà ripetuta nei mesi estivi, nei quali ci si aspetta dei risultati differenti, dovuti alla presenza di alberi ricchi di foglie e quindi con maggior capacità di assorbimento delle sostanze inquinanti oltre che delle temperature. Infatti i benefici riscontrati nella sessione di misurazione invernale sono minimi. Ciò non deve stupire – si legge nella relazione di Arpa - in quanto gli effetti maggiori si hanno ad opera dell’apparato fogliare e dunque, nel casi di parchi con alberature in prevalenza caducifoglie, dalla primavera all’autunno.

Da quanto emerso dai dati rilevati fino ad oggi comunque “un effetto mitigativo ottimale si potrà ottenere progettando un verde urbano appositamente studiato come forma, dimensioni e specie al fine di ottenere i benefici attesi”. Al momento i riscontri su Alessandria confermano i risultati ottenuti da Arpa Piemonte in campagne analoghe svolte nel comune di Asti e da Arpa Emilia Romagna nell’ambito dei progetti europei Iscape e Life Urban Proof.




13/05/2019

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