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Provincia

La Provincia chiede di accedere al fondo di rotazione: “servono circa 7 milioni euro”

Dopo la dichiarazione di predissesto, ossia la richiesta di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, i consiglieri di palazzo Ghilini hanno votato anche la possibilità di accedere al fondo statale di rotazione per attingere risorse con le quali rientrare dal buco in bilancio
PROVINCIA – Potrebbe essere di 6 o 7 sette milioni di euro il finanziamento che la Provincia chiederà al “fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali”, necessari per riequilibrare i conti. Lo scorso 20 dicembre, infatti, i consiglieri comunali e tutti i sindaci facenti parte della Provincia, hanno votato la delibera per il “ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale”. Una sorta di pre-dissesto, causata dal mancato trasferimento di fondi statali alla provincia di Alessandria e alla altre province, che si trovano più o meno tutte nella medesima barca.
Per Alessandria il “buco” è di 10,7 milioni che ora dovrà essere riparato con un piano di rientro, ancora da approvare. Gli uffici di palazzo Ghilini hanno novanta giorni di tempo per presentarlo. “Contiamo di arrivare a stendere un piano di rientro anche prima dei novanta giorni concessi – dice il presidente Gianfranco Baldi – mi auguro di riuscirci in 60 giorni”. Gli uffici stanno lavorando a testa bassa per chiudere i conti.

L'altro giorno il consiglio è stato chiamato però a votare una ulteriore delibera: dopo il ricorso dalla procedura di riequilibrio, era necessario, anzi consequenziale, la richiesta di accesso al fondo di rotazione, istituito dallo Stato ed alimentato con le quote che ogni comune versa ogni anno. Una sorta di fondo di solidarietà, al quale possono accedere quegli enti in difficoltà. Non è a costo zero, ovviamente.
Dopo questo ulteriore passaggio tecnico, avvenuto giovedì scorso, la Provincia dovrà ora indicare quali voci di costo può ancora tagliare e quali beni mettere in vendita per rastrellare risorse. Qual che ancora manca potrebbe essere attinto dal fondo di rotazione, fondi che però dovranno essere restituiti. Se non ci sarà però una riforma da parte dello Stato, che porti a compimento quella avviata con la legge Del Rio e bocciata dal referendum costituzionale, per il 2019 la situazione rischia di non cambiare e dal pre-dissesto si arriverà ad un sicuro dissesto.
13/01/2019

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