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Alessandria

La Tari non aumenta. Ma la polemica è sul servizio riscossione

La bolletta della spazzatura non subirà variazioni nel 2018 sebbene siano aumentati i costi di smaltimento e le tariffe di Aral. Dubbi e polemiche invece sulla volontà di affidare il servizio riscossione di questa tassa alla Agenzia Entrate e Riscossioni (ex Equitalia)
 ALESSANDRIA - Per la gioia degli alessandrini la Tari, la tassa sulla spazzatura non subirà aumenti per il 2018. “Non è stato facile riuscire a non apportare aumenti, vista la crescita dei prezzi di Aral – ha spiegato l'assessore Cinzia Lumiera in commissione Bilancio – Ma non è stata toccata la parte fissa di questa tariffa”. Invece sulla parte variabile c'è stato un piccolo aumento di 1 o 2 euro solo per i nuclei famigliari di 6 o più persone, “che magari hanno già un Isee più basso e possono godere di altre agevolazioni” ha aggiunto l'assessore al Bilancio.

Così se il cittadino può tirare un sospiro di sollievo, altrettanto non si può dire per i Comuni e i privati che devono pagare lo smaltimento rifiuti ad Aral. La difficoltà di essere riusciti a non mettere mano (in aumento) alla Tari è stata proprio dettata dal fatto che le tariffe sono passate da 128 euro a tonnellata a 140 euro. E in generale i costi di smaltimento hanno avuto un picco di 350 mila euro in più. Costi che fanno seguito alle difficoltà di bilancio dell'azienda di smaltimento alessandrina, allo stop nel mese di agosto e settembre dopo l'inchiesta di Brescia e alle problematiche su più fronti, tra cui l'ultimo del ricorso al Tar di due comuni (Solero e Quattordio) che hanno messo in stand by anche la discarica di Solero (che ora ha ripreso il normale lavoro dopo il decreto della Provincia di due giorni fa, ndr). “Va detto che la possibilità di non aumentare la tassa è perché si sono assorbiti 500 mila euro di recupero dell'evasione fiscale degli anni precedenti, che abbiamo avviato noi nella precedente amministrazione” ha voluto sottolineare l'ex assessore Abonante.

Una filiera dei rifiuti complicata, “che si trova in continua emergenza” come l'ha definita l'assessore Paolo Borasio. Dove c'è ancora tanto da fare: Aral con milioni di debiti che non si salva nemmeno con la previsione di maggiori conferimento sul 2018 da Genova (per 15 mila tonnellate, ovvero 500 mila euro in più sul bilancio dell'azienda), la discarica di Solero in esaurimento, che ne avrà ancora al massimo fino al 2019, e il costo insostenibile di una nuova (10 milioni). “Quindi non sappiamo quale sarà il futuro, se si punterà su una nuova discarica, dove e quando. O se si dovrà pensare a portali all'inceneritore i rifiuti” ha risposto l'assessore alle domande di sguardo al domani poste da diversi consiglieri di minoranza. Un discorso simile è stato esteso anche al “porta a porta spinto”: “dispiace che non si vada su questa strada già da ora, magari cominciando dai sobborghi dove il sistema è fermo” ha commentato Giorgio Abonante (Pd). “Speravo ci fossero più azioni in campo già dal prossimo anno – ha aggiunto Michelangelo Serra del M5S – invece l'obiettivo per la differenziata è solo al 44% sul 2018. Non so come si arriverà al 69,5% che si vuole raggiungere nel 2020, visto che mancano davvero pochi anni”.

Ma le vere paure sono esplose sul servizio di bollettazione ordinaria della Tari. Fino ad oggi se ne occupavano gli uffici comunali dei Tributi. Da lì arrivavano le bollette della spazzatura. Ora con una delibera si stipula una convenzione con l'Agenzia Entrate e Riscossioni (ex Equitalia) per il servizio di riscossione non solo più coattiva (per chi cioè non è in regola con i pagamenti) ma anche per quella volontaria. Una sorta di “esternalizzazione” per liberare risorse e carichi di lavoro agli uffici comunali. Si partirebbe dal 1 gennaio 2018. Una proposta che arriva dagli uffici, ma che non sembra piacere né alla minoranza né tanto meno alla maggioranza che sostiene questa amministrazione. “Si è pensato alle difficoltà di rapporto che si potrebbero venire a creare con il cittadino- è intervenuto Ciccaglioni (Lega Nord) – che è abituato ad associare Equitalia a cartelle esattoriali e multe?”. “Un fallimento questa scelta” l'ha definita il barosiniano Bianchini capogruppo di SiAmo Alessandria. “Una scorciatoia – è stato detto da Abonante della minoranza Pd – è un affidamento che porterà i cittadini a doversi rivolgere alla Agenzia delle Entrate per stampare un F24 o per rateizzare. Se proprio si voleva liberare del servizio gli uffici comunali si poteva almeno fare una gara e scegliere tra molte altre agenzie che svolgono il servizio. Poi mi stupisco che dopo tutte le critiche con Ica e dopo gli attacchi anche da esponenti a livello nazionale (Salvini) ad Equitalia ora si scelga questa strada in fretta e furia”.

E il tutto non senza costi, perchè c'è l'aggio a favore di Agenzia delle Entrate e Riscossioni che è proporzionato a quanto incassato. Sulla cifra stimata di 18 milioni, stiamo parlano di 350 mila euro alla ex Equitalia cioè circa il 2%. “Ci conviene? Forse con un minore costo si potevano assumere 2 o 3 persone all'ufficio tributi del Comune”. Dal canto suo l'assessore al Bilancio, Lumiera rassicura che il rapporto del cittadino sarà sempre con gli uffici comunali per chiarimenti e informazioni e che questa scelta è stata valutata nella logica di mettere in atto azioni che smuovano il sistema di ingresso di risorse, cioè delle entrate “che ad oggi è fermo”. Ma da una parte di opposizione ci si chiede se sia questo il modo di farlo.
6/12/2017

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