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Alessandria

"La.Forma.del.Caos": riflessione sulla ricerca di una ricomposizione del caos, partendo dal mare...

Una installazione/performance intitolata “La.forma.del.caos.” proposta dall’artista alessandrino Angelo Pelizza e curata da Lucia Olivero sarà allestita dal 3 al 24 novembre alla Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria. “La forma del caos” parte da una riflessione sulla ricerca di una ricomposizione del caos, partendo dal "mare" per arrivare pezzo a pezzo a prendere una "forma"... a rimettere ordine in se stessi
 ALESSANDRIA - La biblioteca civica di Alessandria “F. Calvo” sarà la cornice di un evento culturale e artistico unico e di prestigio: una installazione/performance intitolata “La.forma.del.caos.” proposta dall’artista alessandrino Angelo Pelizza e curata da Lucia Olivero. L'inaugurazione il 3 novembre alle ore 17 con una performance dell'artista che si ripeterà anche nel giorno di chiusura dell'esposizione il 24 novembre (sempre alle ore 17).  Una unione di elementi nel lavoro di Angelo Pelizza: spazio, segno e suono. Per questo “La.forma.del.caos.” si avvale della collaborazione di Sergio Angelo Notti (per la parte video), di Roberto Orsetti (per la musica) di Lisa De Bernardi (per grafica e foto) nonché della associazione culturale “Ombre Rosse” e del circolo “Perla Nera” di Alessandria.

Lo spazio deve essere “idoneo” ad una performance (che è il segno, il gesto dell'artista) che cerca di coinvolgere lo spettatore: e questo spazio è stato ritrovato nella biblioteca civica di Alessandria. “La forma del caos” parte da una riflessione sulla ricerca di una ricomposizione del caos, di quel caos reale e psicologico che governa il mondo in cui viviamo e che vede nella società tutta e nell’uomo singolo crescere la confusione e la difficoltà di trovare certezze e valori cui fare riferimento.

Il percorso dell’artista presuppone lo sforzo di trovare, partendo da sé ed estendendo la sua ricerca agli spettatori, una strada che aiuti a dare una qualche risposta ai dubbi che tormentano il mondo contemporaneo. Obiettivo è quindi indagare sulla complessità dell'uomo e della società e andare appunto alla ricerca di una forma che accolga il caos. Così come suggerisce la frase di Samuel Beckett che si trova all’entrata del Trinity College di Dublino: “To find a form that accomodates the mess the task of the artist today”- (Trovare una forma che accolga il caos è il compito dell’artista oggi).

E la ricerca di una forma in cui accogliere il caos ha suggerito all’artista l’idea della trasformazione del tumultuoso, liquido, mobile scompiglio del mare in una forma immobile, solida. Questa forma si concretizza in una lastra di lava vulcanica solidificata, di colore azzurro, un "pezzo di mare cristallizzato". “Questa lastra, che ha già attraversato altri eventi raccogliendone il prana vitale, secondo la logica cagiana, che affermava: 'un'opera finita è appunto finita, le occorre una resurrezione', rappresenta la capacità di un oggetto di rinascere acquisendo un nuovo significato. Alla lastra si legano, nell’installazione, una serie di formelle di plexiglas su ciascuna delle quali è riportato un frammento della stessa che, in una sorta di puzzle, metaforicamente la ricompongono”. L'artista è quindi l'archeologo che va alla ricerca dei pezzi, per ridare forma al caos interiore che ognuno ha dentro di sè.

Il risultato è il passare da una realtà “fantasma” ad una realtà fisica. Il dovuto silenzio del luogo scelto per l’evento, una biblioteca come luogo di lettura “non solo di testi ma anche interiore” come ha suggerito la curatrice Olivero, ha suggerito l’inserimento di un video muto da proiettarsi durante gli orari di apertura della stessa che presenta l’artista in una sorta di spazio onirico in cui, come in un rinvenimento archeologico della mente e dell’anima, recupera quei frammenti del caos che si ritrovano nell’installazione finale. Lo scopo è volto ad attivare una comunicazione non solo visiva ma emozionale con il percorso di ricerca dell’artista che, nel momento live, vedrà il suo intervento gestuale accompagnato dal suono.
La focalizzazione sul lavoro interiore guidata dagli elementi visivi e dal “suono” consentirà di diventare artisti e creatori allo stesso tempo tutti i destinatari dell’operazione. “La possibilità di vedere, sentire e partecipare al momento artistico vuole essere di stimolo a comprendere come, oggi più che mai, la fruizione dell’arte e il mantenere saldo il messaggio culturale rappresentino un’occasione di riflessione e di conseguenza un elemento di crescita”.

Un evento fortemento voluto dall'amministrazione comunale, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria: un progetto che ben si inserisce “nel programma celebrativo per l’850° anniversario della fondazione di Alessandria” come ha ricordato il primo cittadino Cuttica di Revigliasco. Nell'opera di Angelo Pelizza “si riassumono in sintesi esperienze aritistiche di questi ultimi 50 anni, di arte contemporanea, che unisce la musica all'arte visiva creando elementi di grande suggestione e creatività”.
“E' proprio l'avanguardia del messaggio che esce dalle sue opere, dalle sue esibizioni, ad essere la particolarità di questo evento e quello che ci ha colpiti” sono state le parole dell'assessore Cherima Fteita. “La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria promuove la cultura in ogni suo fronte, includendo naturalmente tutte quelle forme espressive che hanno vedere con l'uomo e le sue varie attitudini – sono state le parole del presidente della Fondazione, Pier Angelo Taverna – Con la performance di Pelizza, La forma del caos, entrano in gioco autori di grande e universale valore come Cage e Beckett, e un tema - il caos - che ci riguarda da vicino in un'epoca nella quale regole e certezze hanno perduto spesso senso e sostanza”.

Si potrà dunque apprezzare l’ultima opera di Angelo Pelizza fino al 24 novembre, secondo gli orari consueti di apertura della Biblioteca: il lunedì dalle ore 14 alle ore 18; il martedì e il giovedì dalle ore 9 alle 18; il mercoledì e il venerdì dalle ore 9 alle 14; il sabato dalle ore 9 alle 13.
Informazioni: Biblioteca Civica- tel. 0131 515911 – www.cultural.it

ANGELO PELIZZA
Nasce ad Alessandria nel 1950. Musicista, libero creativo, regista, compositore di atmosfere fuori dagli schemi, inizia la sua attività di performer nel 1980 fondando l’associazione culturale Scene Art Productions con artisti che si occupano di spazio, segno, suono. Da John Cage, compositore di musica contemporanea raccoglie l’eredità del “Silenzio” da cui nascono, dal 1999, anno in cui fonda il gruppo Alchemia realizzazioni come La scuola del silenzio Presente, nel 2003, alla 50 Biennale d’Arte di Venezia. Nei suoi lavori realizza una sorta di formula alchemica che crea, attingendo da simboli ed archetipi di altre culture, un nuovo linguaggio cui unisce la passione per la composizione pittorica che caratterizza la performance-ambient suo attuale strumento espressivo.
Con le sue performance è presente ad Alessandria, Trieste, Pordenone, Napoli, Mantova, Imola, Torino, Milano. Fra le ultime opere Sceneggiatura per la mente, del 2011, una specie di décollage dell’immaginifico del mare, Il volo giallo del 2012, in cui affronta la trasmutazione da alchimista a sciamano, Filastrocca per 7 chiavi del 2013, storia zen , Lettera 22 – partitura Fornasetti del 2014, gioco scaramantico sulla scia dell’ironia del designer italiano, Il sarto bianco del 2014 e La cena di Khayyam del 2015 in cui l’artista “veste” le sue operazioni con le tele di Nadir Montagnana e di Bruno Cassaglia, realizzando un percorso di integrazione della pittura con l’azione performativa, fondamentali per l’approdo, in collaborazione con Nadir Montagnana, a Le Cento tele del 2016, Yellow streep del 2017 omaggio al performer scomparso Giorgio Parodi. Con Lucia Olivero decide di raccontare il suo “Viaggio nella performance” nel libro “Spazio Segno Suono”.
26/10/2018

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