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Alessandria

Lega Nord: "chiediamo pubbliche scuse del sindaco ai cittadini"

A chiedere al primo cittadino "pubbliche scuse" agli alessandrini che sono coloro che hanno pagato le conseguenze della dichiarazione di dissesto è il gruppo politico della Lega Nord dopo la sentenza di assoluzione della Corte dei Conti di Torino dello scorso 15 aprile. E intanto arriva un primo commento del Pd
 ALESSANDRIA -  A chiedere al primo cittadino "pubbliche scuse" agli alessandrini che sono coloro che hanno pagato le conseguenze della dichiarazione di dissesto è il gruppo politico della Lega Nord. "La Lega Nord di Alessandria vuole esprimere la sua opinione riguardo alla libera interpretazione delle cause del dissesto comunale, con il tentativo di scaricare la piena responsabilità sui consiglieri comunali della scorsa legislatura". La Corte dei Conti ha recentemente confermato come" l’accusa fosse infondata perché la crisi economica strutturale del Comune di Alessandria è partita nel 2005 quando governava il centrosinistra e a Palazzo Rosso sedeva Mara Scagni, autrice successivamente dell’esposto alla Corte dei Conti e stranamente non ricandidata alle elezioni comunali del 2012".

"Il dissesto poteva non essere dichiarato nel 2012 da Rita Rossa e dal PD presentando un credibile piano di rientro, mentre è stato unicamente utilizzato dalla sinistra per vincere le elezioni amministrative e per dare la possibilità al sindaco in carica di fare la vittima in molti programmi televisivi (presenze sui mass-media nazionali che servono però unicamente a perorare una poltrona per sé stessa a Montecitorio alle prossime elezioni politiche)".  Secondo il Carroccio, in realtà le vere vittime sono i cittadini che attraverso la politica del dissesto si sono trovati con le tasse comunali ai massimi livelli per sopperire alle chiusure di finanziamento conseguenti e agli obblighi di rientro urgente.

"La vicenda dimostra ancora una volta che spesso e volentieri il Partito Democratico usa le aule giudiziarie per fare politica salvo poi vedersi tornare indietro come un boomerang certe accuse: la Lega Nord a suo tempo fu fortemente critica verso il Sindaco Fabbio (tale critica ci costò la cacciata dalla maggioranza nel 2011, è bene ricordarlo) ma mai ha pensato di ricorrere alle vie giudiziarie per delle critiche squisitamente politiche". Per queste ragioni la Lega Nord "invitai il sindaco Rita Rossa e la sua Giunta a porre pubbliche e ufficiali scuse nei confronti di tutti quelli che hanno subìto le conseguenze dei loro giudizi avventati evitando d’ora in avanti di nascondersi dietro al dissesto per giustificare l’immobilismo amministrativo in cui questa città è piombata negli ultimi anni".

Una prima risposta a questa presa di posizione del Carroccio è arrivata dal gruppo del Partito Democratico, a firma del presidente Fabio Camillo. "E' partita la lotta all'interno del centrodestra su chi debba essere il futuro candidato sindaco di quella frammentata componente. Questo risulta evidente leggendo la presa di posizione della Lega Nord in cui si afferma di voler offrire una 'libera interpretazione delle cause del dissesto comunale'. Un'interpretazione talmente libera da essere fantasiosa e fortemente contraddittoria al proprio interno".

Si spiega infatti come le più remote cause del dissesto risalgano all'amministrazione Scagni, salvo poi affermare che un "piano di rientro" nei quindici giorni precedenti alla sentenza con cui la Corte dei Conti ha deliberato il dissesto ne avrebbe evitato la dichiarazione. "Verrebbe da chiedere - prosegue Camillo - , tra l'altro, perchè un piano credibile non l'abbiano presentato loro nei termini utili, cioè in cinque di amministrazioni di centrodestra, cosa tra l'altro contestata dalla stessa Corte dei Conti". "Si dice anche che il 'dissesto è stato utilizzato dalla sinistra per vincere le elezioni amministrative', senza ricordare che la Corte si è espressa dopo le elezioni e non prima. Cose folli, ampiamente sbugiardate dalle 60 pagine della sentenza 260 del 2012 con cui la Corte dei Conti ha deliberato il dissesto, dalla sentenza n 6 del 2013 con cui molti amministratori di centrodestra sono stati condannati al risarcimento di oltre sette milioni di danno erariale, e dalla recente sentenza della stessa Corte che, nell'assolvere gli stessi dalle sanzioni accessorie, ripercorre in modo sintetico ma efficace i vari passaggi che hanno condotto al dissesto". Basta leggere numeri e atti ufficiali, prima di parlare.

"Quanto alla sentenza di ieri con la quale il tribunale ha condannato ex sindaco e ragioniere capo ci asteniamo da ogni commento". Ci limitiamo a sottolineare come, "se falso c'è stato, ci sarà stato anche qualcosa da nascondere". Forse una situazione finanziaria "giunta al punto di non ritorno e senza alcuna concreta via d'uscita" (la citazione è tratta da pag. 27 della sentenza della sezione regionale della Corte dei Conti del 15 aprile u.s.). "A chiedere scusa dovrebbe essere chi quella situazione ha contribuito a creare (al riguardo la Lega ha fatto parte dell'amministrazione Fabbio fino a fine 2011) e non chi si è assunto la responsabilità di risanare coordinando gli sforzi e i sacrifici della città. Ma si sa, in campagna elettorale si tende a spararle grosse...".
30/04/2015

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