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Alessandria

“Penna d’oca”: torna a vivere un antico quaderno manoscritto

Un quaderno che riunisce gli scritti di un gruppo di artisti e intellettuali alessandrini negli anni dal 1940 fino al 1945. Una testimonianza unica, che ora diventa patrimonio della città e oggetto di studio grazie a una donazione del Lions Club Alessandria Host alla Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria. Il libro è stato realizzato dal giornalista Alberto Ballerino
 ALESSANDRIA - Tutto nasce alcuni anni fa, quando Alberto Ballerino sulle pagine del giornale di Alessandria “Il Piccolo” segnala la presenza di questo quaderno, battezzato dagli stessi artisti dell’epoca “Penna d’Oca”. Il Lions Club Alessandria Host, su impulso di Alberto Valdata, lo acquista, con l’intento di mettere a disposizione della cittadinanza una preziosa testimonianza della storia culturale alessandrina. Quindi si rivolge allo stesso Alberto Ballerino per trasformare un manoscritto di tante mani e grafie diverse in un’opera a stampa facilmente fruibile a tutti e alla società di storia, arte e archeologia per la pubblicazione. l volumetto, grazie all’apporto delle edizioni Falsopiano, si presenta in una veste preziosa ed elegante. In appendice, anche alcuni importanti scritti del futurista alessandrino Duilio Remondino, principale promotore, insieme al poeta e pittore Giulio Adamo Sacchi, della “Penna d’oca”.

Si tratta di un quaderno che riunisce gli scritti di un gruppo di artisti e intellettuali alessandrini negli anni dal 1940 fino al 1945. Una testimonianza unica, che ora diventa patrimonio della città e oggetto di studio grazie a una donazione del Lions Club Alessandria Host alla Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria. Donazione che ufficialmente si terrà martedì 19 giugno alle ore 17, in biblioteca alla presenza del Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco: il manoscritto verrà donato dal Lions Club Alessandria Host alla stessa biblioteca e, contemporaneamente, verrà presentata nel dettaglio la pubblicazione, curata da Alberto Ballerino per la Società di Storia, Arte Archeologia per le province di Alessandria e Asti".

"La Società di Storia Arte e Archeologia — ha dichiarato la Presidente Elisa Mongiano — ha aderito con vivo interesse alla proposta di pubblicare il quaderno Penna d’oca. È infatti parso questo il modo più idoneo per dare seguito alla ‘felice scoperta’, compiuta da Alberto Ballerino, del significato culturale del manoscritto e alla meritoria iniziativa del Lions Club Alessandria Host, che, tramite l’acquisto, ha posto le fondamentali premesse per assicurarne una più ampia conoscenza e valorizzazione. In tale ottica, la pubblicazione, curata da Alberto Ballerino, intende renderne accessibile la fruizione ad un più vasto pubblico di lettori.
Infatti, il quaderno non è una reliquia del passato, che potrebbe interessare una ristretta cerchia di ‘addetti ai lavori’, bensì una testimonianza viva di un mondo quotidiano, di un gruppo di amici legati dalla passione per la letteratura, l’arte e la politica, ma anche amanti di buoni bicchieri di vino, che alternano un linguaggio talora ricco di richiami colti con ruvide espressioni scherzose, tra continui lazzi, frizzi e reciproche irrisioni.
Proprio il modo in cui la Penna d’oca si è formata – attraverso l’intervento di mani diverse, ponendo sulla carta un dialogo ora serio ora faceto che coinvolge i vari personaggi via via presenti nel Laboratorio d’arte di Luigi Costa — ha contribuito a fare del manoscritto una testimonianza del tutto speciale dell’Alessandria del tempo. Ma tale caratteristica ha anche reso più arduo l’impegno del Curatore, costretto a misurarsi con non poche difficoltà nella lettura del testo ed anche nell’identificazione degli autori delle diverse annotazioni, che il quaderno ci restituisce in un suggestivo ‘disordine’.
A fornire la giusta chiave per coglierne appieno il significato contribuiscono in modo efficace le pagine introduttive, nelle quali Alberto Ballerino delinea il profilo biografico dei principali protagonisti, Giulio Adamo Sacchi e Duilio Remondino, e svela l’identità degli altri personaggi che popolano le pagine del quaderno, inquadrando i frequentatori del cenacolo di via Vochieri nel coevo mondo artistico alessandrino e guidando il lettore alla scoperta dell’importanza che la Penna d’oca assume come testimonianza culturale di dimensione non solo locale, ma, soprattutto tramite Remondino, di respiro nazionale".

QUI la scheda del libro a cura di Alberto Ballerino.
14/06/2018

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