Cronaca

Ruppe un polso ad un carabiniere? Attesa la sentenza

E' accusato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale per aver rotto un polso ad un carabiniere che lo aveva portato incaserma. Lui nega ogni addebito. Il pubblico ministero chiede la condanna. La sentenza il 26 giugno
CRONACA – E' accusato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale un uomo di 59 anni, di Casal Cermelli, Teresio Dellachà. Ma lui nega di aver aggredito il carabiniere che lo aveva portato in caserma per identificarlo e farlo”calmare”.
Era infatti stato fermato al pronto soccorso dell'ospedale di Novi, dove era stata ricoverata la moglie, il 18 luglio 2017. Lui avrebbe voluto portarla a casa e così diede in escandescenza nel locali dell'ospedale.
Dovettero intervenire i carabinieri che lo condussero in caserma. Ora, secondo l'accusa, una volta arrivato alla stazione dell'arma di Novi, non si calmò affatto. Anzi, “aggredì” un carabiniere, provocandogli la distorsione di un polso.
Circostanza che Dellachà ha sempre negato, raccontando, al contrario, di essere stato lui ad essere aggredito.
Ieri, nell'aula di tribunale, sono stati ascoltati gli ultimi testimoni.
L'accusa, sostenuta dal pubblico ministero, ne ha chiesto la condanna. Richiesta sostenuta anche dai legali del carabiniere (Marco Conti e Giuseppe Cormaio), che si è costituito parte civile.
Chiede invece l'assoluzione la difesa dell'uomo, sostenuta dall'avvocato Vittorio Gatti, in quale, nella requisitoria, ha sostenuto come non vi siano prove dell'aggressione e che la ricostruzione resa presenta incongruenze. Il giudice emetterà sentenza il 26 giugno.
13/06/2018
I.N. - irene.navaro@alessandrianews.it