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Alessandria

Se passa il 'dl', anche ad Alessandria telecamere negli asili. Dai sindacati "forti perplessità"

Lo scorso ottobre la Camera ha approvato la proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili e nelle case di cura. "Se passa anche in Senato noi favorevoli alle telecamere negli asili comunali, ma servono anche altre misure" dichiara l'assessore Silvia Straneo. "Non un valido deterrente ed in conflitto con lo Statuto dei Lavoratori" sostiene invece Carlo Cervi di Cisl Scuola
ALESSANDRIA - Sempre più spesso i tg nazionali trasmettono immagini riprese dalle telecamere nascoste delle forze dell'ordine che documentano episodi di maltrattamenti ed abusi commessi nelle case di cura per anziani o nelle aule delle Scuole per l'Infanzia. Anche ad Alessandria, lo scorso settembre, un asilo del quartiere Cristo è salito alla ribalta della cronaca per la sospensione di due maestre accusate di maltrattamenti. Negli ultimi anni in particolare, questo preoccupante fenomeno ha scatenato nell'opinione pubblica reazioni di sdegno e forti preoccupazioni. Un acceso dibattito che, inevitabilmente, ha raggiunto anche i banchi del Parlamento. 

Lo scorso ottobre la Camera ha approvato la proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili e nelle case di cura presentata da Annagrazia Calabria, deputata di Forza Italia. Il dl stabilisce "misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità". In realtà, già nel 2016 il centrodestra aveva presentato a Montecitorio un testo unificato che prevedeva l'installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture socio-assistenziali, testo poi bocciato in Senato. Anche questa volta, sarà il Senato a dover dare il via libera oppure a respingere nuovamente la proposta della deputata Calabria. Occorre ricordare che l'utilizzo delle telecamere non sarà comunque obbligatorio. Il provvedimento, infatti, offre la possibilità alle amministrazioni locali di installare apparecchiature di videosorveglianza a seguito di un confronto con i responsabili della struttura in questione e con i rappresentanti sindacali.   

Se dovesse passare la proposta di legge, anche ad Alessandria farebbero quindi la loro comparsa le telecamere a circuito chiuso nelle 'Materne' e nei 'Nidi' comunali? L'intenzione sembra proprio questa. Lo conferma, non senza qualche distinguo, l'assessore ai Servizi Educativi e alla Pubblica Istruzione Silvia Straneo (nella foto), che sottolinea come il provvedimento contenga “anche altre importanti misure che vanno al di là della sola videosorveglianza, come ad esempio la possibilità di attivare corsi per un'adeguata formazione degli educatori. Soprattutto attività ed iniziative in tal senso potranno essere davvero utili a prevenire episodi di abusi o maltrattamenti. Educatori ed insegnanti svolgono un lavoro molto difficile ed impegnativo, che in alcuni casi, purtroppo, è causa di episodi di burnout (il cosiddetto “esaurimento da lavoro”, ndr). Situazioni estreme che con gli strumenti appropriati possono e devono essere evitate. Per fare un esempio locale” continua l'assessore Straneo, “nei nostri nidi stiamo già sperimentando da tempo momenti di dialogo e confronto tra educatori e genitori, oppure collaborazioni con operatori esterni per attività di svago da integrare all'offerta educativa che consentono agli insegnanti di staccare un attimo la spina durante l'orario di lavoro”. 

Sin da subito, i sindacati del comparto scuola hanno mosso dure critiche alla proposta avanzata da Forza Italia. Maddalena Gissi, presidente nazionale di Cisl Scuola, l'ha definita “un atteggiamento da Grande Fratello in cui si fa di insegnanti ed alunni dei sorvegliati speciali. Casi che restano comunque limitati non giustificano un clima di generale diffidenza verso la scuola”. Parole che nella sostanza sono state sottoscritte anche dalle altre organizzazioni sindacali. Anche il prof. Carlo Cervi, segretario generale di Cisl Scuola Alessandria-Asti. esprime forti perplessità a riguardo. “Non credo che la videosorveglianza possa avere un valido effetto deterrente. La telecamera è solo uno strumento, ma di per sé non è sinonimo di prevenzione. Oltretutto si pone un conflitto con ciò che è scritto nello Statuto dei Lavoratori, che nella stragrande maggioranza dei casi vieta l'uso delle telecamere nei luoghi di lavoro. Una delle soluzioni - afferma il prof. Cervi - potrebbe essere il progressivo svecchiamento del personale in servizio. E' chiaro che persone ormai di una certa età possano avere maggiori difficoltà nella gestione di 20-25 bambini di tre-quattro anni che durante la giornata richiedono attenzioni continue. Non per nulla il lavoro dell'insegnante ed in particolare quello dell'educatore nelle Scuole per l'Infanzia sono stati classificati come usuranti. Nel caso la proposta diventasse legge a tutti gli effetti, l'auspicio è che prima di qualunque decisione si intavoli un confronto costruttivo con gli insegnanti e i sindacati di settore”. 

Ad ogni modo, come spiega l'assessore Straneo, “ad Alessandria è già stato deliberato un piano per la videosorveglianza esterna degli istituti scolastici. Se la proposta di legge dovesse passare, saremmo comunque favorevoli all'utilizzo di sistemi di videosorveglianza interna. Sia chiaro, però, che non è nelle nostre intenzioni alcun atteggiamento persecutorio nei confronti di insegnanti ed educatori”.
10/01/2019
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it

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