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Cronaca

Sindacalisti a processo per appropriazione indebita

Ha avuto inizio il procedimento contro quattro sindacalisti accusati di aver fatto “sparire” circa 90 mila di quote di iscrizione dei lavoratori. La difesa pronta a dimostrare che si trattò di spese relative all'attività del sindacato
CRONACA – Novantuno mila euro circa, transitati in conto aperto presso la filiale di Novi di una banca, all'insaputa – così sostiene l'accusa – degli organismi provinciali e nazionali del sindacato.
Sotto accusa sono quattro sindacalisti della Fim Cisl, la categoria dei metalmeccanici della Cisl, per appropriazione indebita.
Imputati sono Giovanni Garofalo, 55 anni, ex segretario generale della Fim Cisl, ora in pensione (difeso da Massimo Grattarola e Gian Guido Caratti), Tonio Anselmo, 52 anni, all'epoca responsabile della Fim Cisl Alessandria, Alfredo Ratti, 51, e Giuseppina Gelsomino, 49, gli ultimi tre difesi dall’avvocato Massimo Becce.
I fatti contestati risalgono agli anni compresi tra il 2009 e il 2012. L'altra mattina, davanti al giudice del tribunale di Alessandria, hanno parlato i testimoni dell'accusa che hanno provato a ricostruire le fasi dell'indagine partita da una denuncia dagli organi direttivi della categoria succeduti a Garofalo.
Questi avrebbero appreso dell'esistenza del “terzo conto corrente” su cui erano transitate le quote di iscrizione al sindacato versate per conto dei lavoratori direttamente dalle ditte.

Secondo le testimonianze, fu lo stesso Garofalo a chiedere alle ditte di utilizzare il nuovo conto corrente. A condurre le indagini fu la Guardia di Finanza che acquisì la documentazione, tra cui le lettere e la movimentazione del conto, chiuso poi nel 2012, con la nomina del nuovo segretario e l'accorpamento delle sedi di Alessandria ed Asti del sindacato.
Il “terzo conto” non era intestato personalmente all'ex segretario, ma alla categoria, Fim Cisl, che ora si è costituita parte civile al processo. Dal conto che, secondo l'accusa non avrebbe dovuto esistere, nell’arco dei quattro anni sarebbero stati disposti bonifici in favore dei quattro sindacalisti imputati, oltre 48 mila euro a Garofalo, per più di 22 mila ad Anselmo, per meno di 17 mila a Ratti e per poco più di 2mila 500 a Gelsomino.

Secondo la difesa, tuttavia, quelle cifre corrispondono ai compensi dei sindacalisti stessi o, in ogni caso, relative a spese della Cisl, documentabili. La questione dei pagamenti dei compensi, peraltro, sarebbe già stata affrontata anche in sede civile. Garofalo, in veste di segretario, aveva facoltà di aprire autonomamente un conto corrente; le difese sono pronte a dimostrare che ci fu alcuna appropriazione indebita.
La prossima udienza, fissata il 22 maggio, parleranno appunto i testimoni della difesa per dimostrare che non ci fu nessuna appropriazione indebita.
17/05/2018

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