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Alessandria

Piante secche e pericolose in città: "interventi di rimozione iniziati"

E' vero che sul “verde” le risorse di palazzo Rosso non abbondano, ma quando c'è una situazione critica e di emergenza per una questione di “sicurezza pubblica” è necessario intervenire ed in fretta. Ed è quello che sta facendo l'amministrazione comunale per diverse piante secche e pericolose in diverse zone della città: interventi di rimozione (senza sostituzione) affidati alla ditta di un agricoltore della zona, che ha già la strumentazione...
 ALESSANDRIA - E' vero che sul “verde” le risorse di palazzo Rosso non abbondano, ma quando c'è una situazione critica e di emergenza per una questione di “sicurezza pubblica” è necessario intervenire ed in fretta. E in questo caso la situazione critica è quella di alcune piante secche e che necessitano di essere rimosse in diversi punti della città. Onde evitare di dover affrontare di nuovo il pericolo di “crollo” come avvenuto solo poche settimane fa ai giardini pubblici durante la street food organizzata in viale della Repubblica.

“Si tratta di interventi che sono cominciati e sono in corso – come confermato dagli uffici comunali- con le risorse messe a bilancio, sul previsionale”. Si tratta di piante che vengono rimosse e per le quali non è prevista (almeno al momento) la sostituzione. La situazione si è aggravata anche a causa delle condizioni climatiche: siccità e forte vento, che rendono i rami secchi un pericolo per i cittadini. Si tratta di un platano secco in Spalto Marengo (vicino all'attraversamento pedonale dell’ospedale), dell'abbattimento di un carpino in via Galimberti e di quattro conifere ai giardini della Stazione. E ancora attenzione su Parco Italia e sui cimiteri di Spinetta Marengo, San Giuliano Nuovo, Mandrogne col taglio di cipressi pericolanti che con il vento forte, spezzandosi, provocano danni alle tombe e alle cappelle. Presenza di numerose piante secche anche al Forte Acqui e di piante coperte da edera, presenti a meno di tre metri dalle proprietà private che devono essere tagliate, oppure piante inclinate verso dei fabbricati e che possono essere un pericolo per il rischio di caduta. Tutte queste piante necessitano di essere tagliate per mettere in sicurezza tutta l’area.

Altra area da “bonificare” è quella verde di proprietà del Ministero della Difesa in via Cavour che confina con il fabbricato dei Giardini Pittaluga di recente ristrutturazione da parte del Comune: qui le piante stanno danneggiando il tetto e la facciata dell’edificio e devono pertanto essere tagliate. Così come c'è una conifera secca da tagliare perché si trova vicino ad una cappella e a tombe nel cimitero urbano e 3 conifere secche e la potatura di robinie nel parco di fronte la scuola Morando. In viale Monteverde, 2 Ginkgobiloba e 1 acero secchi insieme ad altre piante in altre zone della città che non hanno più rivegetato all'inizio di questa primavera: anche su queste è necessario un intervento immediato.

Visto il numero non esiguo di tagli necessari, la direzione e gli uffici comunali preposti hanno trasmesso un'informativa alla giunta comunale, proprio perché questi interventi in breve tempo non possono venire soddisfatti con le sole forze del personale comunale a disposizione. Così ci si è rivolti ad una ditta di San Michele. Si tratta di un agricoltore che ha in dotazione mezzi e strumentazioni forestali che consentono interventi adeguati per il taglio, la depezzatura la cippatura ed il trasporto del materiale legnoso. Una possibilità “di legge” che permette all'amministrazione comunale di poter rivolgersi ad imprese agricole come partner privilegiato per la fornitura di determinati servizi “ambientali” e l’esecuzione di lavori di manutenzione del territorio consentendo una procedura di affidamento in tempi rapidi e senza aggravi procedimentali purché l’attività di prestazione di servizi sia svolta da un soggetto già imprenditore agricolo (requisito soggettivo) il quale deve impiegare beni e risorse che fanno parte del proprio compendio aziendale e che sono necessari per l’esercizio dell’attività agricola principale (requisito oggettivo) in modo quantitativamente preponderante rispetto ad eventuali beni e risorse extra aziendali. La stipula dell'affidamento dell'incarico è normata dai contratti “d'appalto ambientale” che avviene in modo diretto essendo per un importo inferiore ai 40 mila euro. Costo dell'operazione: 25 mila euro.
19/05/2019

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