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Arquata Scrivia

Asilo Morando, chiuse le indagini: ex direttrice accusata di truffa e peculato

Chiusura delle indagini da parte della Procura sugli ammanchi all'asilo nido Morando di Arquata Scrivia. La ex direttrice è accusata di peculato e truffa. "Risarciremo il Comune"
ARQUATA SCRIVIA – C'è l'accusa e c'è il tentativo di risarcire il comune di Arquata per il "buco" da diverse decine di migliaia di euro. La procura della Repubblica ha chiuso le indagini e ipotizzato l'accusa per peculato e truffa aggravata da parte di Teresa Gandolfo, le ex direttrice e dirigente comunale, che nel frattempo si è dimessa. 

L'inchiesta era partita da una segnalazione del sindaco del comune di Arquata che aveva notato come la contabilità presentasse irregolarità.
Sarebbe risultato come la direttrice e dirigente comunale, che godeva della massima fiducia sia delle famiglie che dei colleghi, avesse di fatto ammesso a frequentare la struttura bambini che erano inseriti in lista di attesa, trattenendo direttamente le rette versate in contanti dalle famiglie. La cifra contestata è di diverse decine di migliaia di euro, relativa solo all'ultimo anno.  La pratica dell'incasso diretto, sarebbe essere stata messa in atto anche in anni precedenti e la somma di mancati incassi che gli uffici comunali ipotizzano è ben superiore a quella contestata ai fini penali.

Il comune, con il sindaco Alberto Basso, sta valutando di costituirsi parte civile. La ex dirigente, tramite l'avvocato Lorenzo Repetti, sta cercando di recuperare i fondi per risarcire il Comune e poter così chiedere il patteggiamento. Nei giorni scorsi, infatti, l'ex dirigente con l'avvocato si sono incontrati con l'amministrazione per poter giungere ad un accordo.
"Gandolfo si è offerta di risarcire il danno al Comune – conferma l'avvocato - e ci stupisce, quindi, che lo stesso ente abbia inviato, ancora prima dell'incontro tenutosi giovedì, le lettere di accertamento alle famiglie chiedendo il versamento delle rette".

Dagli uffici comunali, la scorsa settimana, sono infatti partite all'indirizzo di numerose famiglie di bambini che hanno frequentato l'asilo nell'anno 2015/2016, gli accertamenti per chiedere il versamento delle tariffe, quelle già versate in contanti ma mai registrate nei bilanci comunali. La protesta da parte dei genitori è montata e molti avrebbe già affermato di non essere disposti a pagare una seconda volta. "Sono accertamenti d'ufficio, obbligatori per legge", precisa l'assessore e vicesindaco Nicoletta Cucinella. Alcune famiglie si sono viste quindi recapitare un conto salato, da qualche centinanai di euro fino a tre mila euro. "Erano accertamenti dovuti – ribadisce Cucinella - Come in qualunque altro caso, possiamo solo invitare chi lo ha ricevuto a presentarsi in comune. Valuteremo caso per caso".
24/02/2018

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