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Bosco Marengo

Un menù sostenibile e vario amico del clima

A tavola senza sprechi, è questo il concetto a base della serata "A cena per il clima" organizzata da Slow Food Gavi e Ovada per Menù for change, l'iniziativa che intende sottolineare quanto è importante ciò che mangiamo per il cambiamento climatico. Il cuoco Gianni Bondi racconta l'antica ricetta dei baciuà
A tavola senza sprechi, è questo il libro Slow Food da cui trae ispirazione il menù per l’evento “A cena per il clima” organizzata dalla condotta del Gavi e Ovada presso la Locanda dell’Olmo, a Bosco Marengo.
La serata, che si svolgerà venerdì 23 febbraio, sarà importante poiché verranno raccolti i fondi a favore della campagna “Menù for change”, iniziativa che permette di focalizzare quanto è importante quello che mangiamo per i cambiamenti climatici.

A fronte di siccità, inquinamento, innalzamento degli oceani e desertificazione ognuno di noi, con piccole variazioni nelle proprie abitudini alimentari, può contribuire a trovare una soluzione per fermare questi fenomeni.
«Ad esempio – spiega Andrea Zoccheddu, presidente della condotta – sarebbe buona cosa ridurre il consumo di carne, che impatta molto sull’ambiente poiché per ottenere il prodotto finito occorre tantissima acqua, soprattutto negli allevamenti intesivi. Durante questa cena i commensali potranno gustare piatti creati con i nostri presidi, ad esempio il Montebore, prodotti a km0, come i ceci della Merella, e piatti creati con le parti meno nobili degli animali ma non per questo meno buoni. La lotta agli sprechi, infatti, è un altro tema fondamentale di questo incontro. Tutte le materie prime che vengono usate per le ricette rispettano la filosofia del buono pulito e giusto».
«Un’altra presenza che tengo a sottolineare - aggiunge Zoccheddu - è quella dei vini dell’azienda del Castello di Tassarolo; questi produttori sono molto vicino alla nostra filosofia slow poiché studiano e abbracciano la produzione di vini biodinamici, rispettosi per l’ambiente».

Chi avrà l’importante compito di dare vita alle ricette sarà il cuoco della Locanda dell’Olmo, Gianni Bondi: «I piatti che comporranno il menù di venerdì saranno tutti di origine piemontese. Vorrei raccontarne uno in particolare, che non tutti conoscono: i batsoa o i baciuà. Si tratta di una antica ricetta della nostra regione che risale addirittura al 1700. Il nome deriva dalla dialettizzazione del termine francese “bas de soie” (calze di seta). La prima volta che cucinai questo piatto era nel 1996, insieme a mia moglie, durante un corso organizzato dalla condotta Slow Food di Alessandria. Lo ricordo come se fosse ieri. Si tratta di una pietanza a base di zampino di vitello lessato, spolpato, lasciato raffreddare, tagliato a quadrotti e poi fritto. Questo piatto veniva utilizzato come “aperitivo” per l’alta finanza torinese in attesa di andare a teatro. La versione più popolare era a base di zampino di maiale, una carne dal gusto più forte e, dunque, si usava limone e aceto per sgrassare il sapore. Per questa occasione userò la carne di vitello, dai sentori più gentili».

La Locanda dell’Olmo è slow praticamente da sempre. Nasce 21 anni fa con Gianni e sua moglie che già seguivano corsi di cucina organizzati da Slow Food e fin dai primi tempi dell’avvio dell’attività la collaborazione con la condotta alessandrina e poi con quella del Gavi Ovada è sempre stata forte e sentita.
«Questa locanda– aggiunge Zoccheddu – è inserito nella guida Osterie d’Italia e vanta del marchio della chiocciola, il più alto riconoscimento che Slow Food assegna ai ristoranti»

Chi desidera partecipare all’evento “A cena per il clima” potrà contattare direttamente la condotta Slow Food Gavi e Ovada oppure la Locanda dell’Olmo al numero 0131 299186. Il contributo è 35 euro per i non soci e 32 euro per i soci. Una parte dei proventi sarà devoluto al progetto “Menù for change”.
20/02/2018
Carlotta Codogno - c.codogno@ilnovese.info

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