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Provincia

Il ministro Costa: "Nel 2016 Val Bormida non tutelata". Per i comitati “segnali finalmente positivi”

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa si è impegnato a valutare la legittimità degli atti amministrativi che hanno dato l'ok all'inizio dei lavori per la discarica di Sezzadio, "in caso di anomalie giuridiche la Provincia può applicare i principi di autotutela". I comitati ambientali: "Il clima politico attorno a questa vicenda sta cambiando"
ACQUI TERME - Nella mattinata di ieri, mercoledì 21, nella sala Giunta di Palazzo Levi ad Acqui Terme si è tenuto l’incontro pubblico tra il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, una delegazione degli oltre 30 sindaci del territorio schierati contro la discarica di Sezzadio ed alcuni membri dei comitati ambientali. Il ministro ha risposto agli appelli lanciati dal sindaco della città termale Lorenzo Lucchini, dal presidente della Provincia Gianfranco Baldi, dal sindaco di Sezzadio Piergiorgio Buffa e da Piergiorgio Camerin, portavoce dei comitati della Valle Bormida. Al capo di dicastero giunto dalla Capitale è stata chiesta una verifica per l’applicazione del cosiddetto principio di precauzione e “un esame tecnico di tutta la procedura di autorizzazione all’inizio dei lavori per valutare se esistano margini sui quali intervenire” .

"Mi domando come sia stato possibile che nel 2016 l’opera sia stata autorizzata e quindi sostenuta dall’amministrazione in carica" ha dichiarato in prima battuta il ministro Costa lanciando un duro monito implicitamente rivolto all’ex giunta Rossa, "una domanda che forse anche i sindaci dovrebbero porsi, perché in quel momento il territorio non è stato abbastanza tutelato”. Un provvedimento che ha inevitabilmente legittimato “un soggetto privato (ovvero la Riccoboni Holding, ndr) ad argomentare in sede giuridico-amministrativa una propria aspettativa (ossia la realizzazione della discarica nei terreni di Cascina Borio, ndr) che comprende un possibile vantaggio economico da tutelare”.

Il ministro dell’Ambiente si è impegnato a dare il via ad una "verifica di legittimità degli atti di autorizzazione in termini di diritto e di una loro eventuale revocabilità in termini di autotutela da parte della Provincia”. Costa si è detto poi “disponibile ad affiancare al presidente Baldi, l’unico che secondo la legge potrebbe ritirare l’autorizzazione, il nostro ufficio legislativo, già a disposizione per analizzare il carteggio e individuare i profili di legittimità già menzionati”. A fianco dell’ufficio legislativo “sarà attivata anche la direzione generale competente in materia. Solo in un secondo momento, quindi, farei intervenire i tecnici dell’Ispra, perché in questo caso il problema è prima di tutto giuridico, e poi tecnico” in quanto quest’ultimo, in linea teorica, sarebbe già stato risolto nel 2016 con la concessione dell’autorizzazione.

Nei primi giorni di ottobre nei terreni di Cascina Borio sono iniziati i lavori per la realizzazione della discarica ma anche su questa questione il ministro Costa intende valutare eventuali margini di intervento. “Ho chiesto che il nostro ufficio legislativo valuti l’opportunità di dare la sospensione ai lavori in attesa della sentenza del Consiglio di Stato”, al quale il Comune di Sezzadio si è rivolto dopo che il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla Riccoboni con cui la holding emiliana a maggio 2017 ha impugnato la richiesta avanzata dal Comune per la delocalizzazione del progetto 'nuova tangenziale’.

Piergiorgio Camerin di Sezzadio Ambiente, tra gli organizzatori della ‘Marcia per l’acqua’ di sabato 17, si è detto “soddisfatto da quanto emerso durante il confronto con il ministro Costa. Abbiamo riscontrato un atteggiamento molto collaborativo che ci fa ben sperare. Ci tengo a ringraziare personalmente la senatrice Matrisciano per l’impegno e la serietà dimostrati probabilmente anche al di là delle proprie competenze, così come voglio ringraziare il sindaco Lucchini per la coerenza e il supporto che non ci ha mai negato. Noi continueremo a mantenere alta l’attenzione, ad ogni modo l’auspicio è che questa volta la politica prenda in mano la questione con autorevolezza, senza più delegare ad altri le proprie responsabilità. Oggi sembra finalmente che in questo senso il clima generale sia cambiato”.

22/11/2018
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it

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