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Provincia

Frugarolo-Casal Cermelli: da discarica a parco "a tema". Ecco il progetto "Minipò"

Massimo Vaccari ha presentato il progetto di "ripristino ambientale" di Cascina Pitocca, l'area tra i comuni di Casal Cermelli e Frugarolo dove dovrebbe sorgere una discarica "di nuova generazione" non di rifiuti pericolosi nè urbani che dopo otto anni trasformerebbe quella stessa terra di cava in un parco ludico: il Minipò, il percorso del fiume dal Monviso a valle ricreato con una pista ciclabile, flora, fauna e giochi per bambini
 PROVINCIA - Non è il primo esperimento quello proposto sul territorio della provincia alessandrina. Anche se questa volta Massimo Vaccari “ha voluto alzare il tiro” come lui stesso ha dichiarato durante la presentazione ieri pomeriggio, lunedì 21 gennaio, nella sala de I Due Buoi Rossi ad Alessandria, del progetto presentato in Provincia per una “discarica di nuova generazione” nell'area di Cascina Pitocca tra i comuni di Casal Cermelli e Frugarolo.

Un progetto di “sistemazione complessiva di area di cava e di discarica di soli rifiuti non pericolosi, a servizio dell'economia circolare, per il riutilizzo a fini turistico-ricreativi di quello stesso pezzo di terreno”. Ovvero l'utilizzo “senza scavare un metro in più” delle cave esistenti per lo smaltimento di sole 10 tipologie di rifiuti, non pericolosi, garantiti dall'impianti di provenienza, “selezionati affinchè non ci sia il minimo dubbio che possano contenere altro materiale, magari pericoloso” come ha affermato il presidente della società La Filippa che 12 anni fa ha realizzato la prima opera con questa filosofia della “riqualificazione ambientale di uno degli oggetti più criticati al mondo: la discarica appunto”. E lo ha fatto a Cairo Montenotte facendo una sorta di “lista della spesa” degli elementi negativi e provando a risolverli: dal deprezzamento degli immobili vicini ad un'area dove sorge una discarica, fino a tutte le questioni ambientali di inquinamento delle falde acquifere, dell'aria, agli odori. Ovvero prendendo in esame tutte le questioni che vengono poste dalla cittadinanza e cercando di rispondere ai dubbi che anche per il progetto sulla nostra provincia hanno sollevato gli ambientalisti. Un “progetto innovativo è sempre più difficile da far comprendere e accettare” sono state le parole di Vaccari, che ha deciso per un temporaneo stop: ha presentato alla Provincia di Alessandria il 14 gennaio un'istanza di sospensione temporanea della valutazione del progetto. “Che non deve essere cambiato. Ma prima è necessario farlo conoscere, spiegarlo e farlo capire”. Ed è per questo che è stato creato un portale informativo ad hoc (lafilippa2.it) che contiene già alcune risposte alle domande più comuni oltre che tutta una serie di documentazione di quello che si vuole fare. Ma poi la famiglia Vaccari è disposta a confronti ed incontri mirati per spiegare e far credere nel proprio progetto. “Se necessario apro anche un punto informativo fisico”.

Perché oltre alla “innovazione” sono tre gli elementi che contraddistinguono la filosofia dell'imprenditore valenzano di origine e ligure di adozione: le motivazioni (alla base dell'intervento), la trasparenza e la disponibilità al dialogo e al confronto e le garanzie, “non sono cioè solo dichiarazioni d'intenti”.

Su una terra oggi abbandonata, predisposta come terra di cava, si vuole creare una discarica di materiali che vanno dagli scarti della carta e del cartone, a quelli meccanici degli elettrodomestici ad esempio. Poi la plastica che deriva dagli scarti dei vetri del parabrezza delle auto, fino ai fanghi prodotti dagli impianti di potabilizzazione dell'acqua. E poi terre e rocce di scavo. E' il mercato dei rifiuti che “sorregge” l'idea che su quella stessa area, con materiali naturali e parte degli stessi materiali di scarto, possa dopo otto anni sorgere un parco. Un'area ludico-ricreativa da restituire alla popolazione, alla socializzazione. “Come è stato per La Filippa a Cairo Montenotte, dove oggi c'è uno spazio vissuto da bambini e famiglie e dove vengono fatti anche concerti e spettacoli”.
Qui sul modello di Bergamo, dove è stata riprodotto l'Italia in miniatura, sarà creato un parco “a tema”: il Minipò. Il percorso del fiume dal Monviso dove nasce fino a valle sarà costituito da un percorso ciclabile, insieme a camminamenti e gallerie che lasceranno spazio al verde, alla flora e alla fauna. E poi ancora giochi per bambini e pannelli con la storia di quell'area: insomma un luogo di attrazione, che possa far sviluppare una vocazione turistica di quell'area che prima non aveva. “Oggi non vale nulla quel terreno. Io già dai primi tempi di utilizzo a discarica inizierei con i lavori di riqualificazione, partendo da un impianto fotovoltaico e dalla costruzione della palazzina del custode del parco e degli uffici”.


Dal via all'autorizzazione in un anno devono partire i lavori. E dopo otto anni si potrà vedere e “vivere” la riqualificazione di quell'area, cioè il parco. Due milioni e mezzo di investimento all'anno con una ricaduta che resta sul territorio del 70% e nuova occupazione (21 persone che andrebbero a lavorare lì). Il tutto con costi di gestione iniziali che si aggirano sui 63 milioni per un'area di quasi un milione di metri di superficie. Questo è quello che deve dimostrare il piano finanziario, ovvero la sostenibilità economica del progetto. Mentre i fratelli Vaccari prima ancora devono “dimostrare” alla cittadinanza la validità di questa nuova idea: non una discarica tradizionale e che si “trasforma” nel tempo in uno spazio ad uso della popolazione, attraverso la sua riqualificazione.
22/01/2019

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