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Alessandria

Mense: manca un milione e mezzo per far partire il servizio a settembre?

La commissione consiliare richiesta dal PD mette in luce alcuni aspetti poco chiari sull'atto d'indirizzo della giunta comunale sulla gara d'appalto del servizio mensa in scadenza a luglio) per le materne e gli asili nido comunali, oggi "serviti" da Aristor. Cambio "repentino" del Responsabile della Procedura di gara, base d'asta a ribasso di 500 mila euro l'anno..."come si pensa di garantire stessa qualità del servizio, stesso trattamento a tutti i lavoratori....?"
 ALESSANDRIA - La commissione consiliare richiesta dal Partito Democratico per discutere delle caratteristiche dell'imminente gara che riguarda il servizio di refezione scolastica (in scadenza a fine luglio, ndr) per le scuole materne e gli asilo nido comunali e per avere delucidazioni su “garanzie sulla qualità dei pasti, ascoltare le proposte dei sindacati di categoria, valutare la posizione della Giunta e vedere le relative coperture economiche” si è conclusa con un mezzo buco nell'acqua. Nonostante sia stata una delle commissioni di Palazzo Rosso più “partecipate” di sempre, con la presenza di lavoratrici dell'attuale azienda che si occupa di servire i pasti, l'Aristor (oggi peraltro coinvolta in vicende giudiziarie), e i rappresentanti della tre organizzazioni sindacali Fabio Favola per la Filcams Cgil, Cristina Vignolo per la Fisascat Cisl e Rosario Trupia per la UilTucs.

Cosa è emerso? “Poco, nel merito. Molto, invece, nella confusione che regna a Palazzo Rosso” sono le prime parole di commento del PD. Un Responsabile del Procedimento (RUP) cambiato all'utlimo momento negli ultimi tre giorni, oltre ai dubbi sulle coperture economiche alla base di questa gara ad evidenza pubblica sono state le principali argomentazioni di discussione. Partendo da un “atto d'indirizzo” del sindaco Cuttica e della sua giunta (rappresentata in commissione dall'assessore Silvia Straneo, ndr) che mette tra i paletti di gara “l'arco temporale di affidamento del servizio che dovrà essere di 6 anni scolastici con facoltà di rinnovo per un periodo minimo di tre anni (quindi 9 in totale) per favorire la massima partecipazione da parte degli operatori economici del settore e permettere l'oggettiva concorrenza di una pluralità di partecipanti”. Ma anche che “l'importo a base d'asta di gara dovrà essere pari allo stanziamento previsto in bilancio poiché nessuna variazione di bilancio verrà autorizzata”. Si tratta di “2 milioni 263 mila euro sul 2018, 2 milioni 750 mila per il 2019 e 2020” quando oggi il servizio vale oltre i 3 milioni l'anno. Ci sono cioè un milione e mezzo sui tre anni che salta, che significa 500 mila euro in meno all'anno.
La domanda sorge spontanea: “come si fa a mantenere lo stesso servizio, la stessa qualità oltre che la garanzia occupazionale e contrattuale per i lavoratori di oggi con così tanti soldi in meno?”. E se no da dove li prendiamo quelli che servono in più se “non sono ammesse variazioni di bilancio, quindi integrazioni a questo capitolo?”.

Su questo aspetto i dubbi non sono solo tra le fila della minoranza PD, ma anche dal capogruppo di maggioranza Giuseppe Bianchini, proprio dello stesso gruppo politico dell'assessore Straneo “SiAmo Alessandria”. Che dal canto suo, di tutto punto ha risposto: “qualcuno ha fatto indagini di badge marketing, per fare un confronto con altre realtà della stessa dimensione di Alessandria, con lo stesso numero di bambini da 'servire'?”. Sembra infatti che una “relazione” di indagine l'assessore ce l'abbia in mano e che su questa base riesca ad affermare che “il servizio può costare molto meno rispetto al passato mantenendo gli standard qualitativi”.

Forse sarebbe stato proprio questo il punto (il documento) da cui partire, anche nel confronto con le organizzazioni sindacali, alle quali è stata chiesta una “richiesta scritta, formale” di apertura di un tavolo di confronto come loro vorrebbero. “Peccato che è da settembre che facciamo richieste formali, ma senza risultato” ha risposto Trupia. “Anzi con la risposta del sindaco – arrivata solo alla Cgil a quanto pare – che parla di un lavoro che l'amministrazione e gli uffici comunali stanno portando avanti per tutelare al meglio i lavoratori e il servizio”. Insomma....nessun confronto con i sindacati è stato aperto a fronte di 100 lavoratori che oggi operano in Aristor per i quali “chiediamo vengano date garanzie occupazionali e contrattuali, con un confronto sulla clausola di salvaguardia sociale che deve andare al di là di quanto previsto e garantito dal codice degli appalti”. “La speranza è che per la fretta non si lasci indietro niente e nessuno” ha aggiunto la Vignolo della Cisl.

Una fretta, dettata dai tempi ristretti: il contratto in essere scade a fine luglio, data per la quale bisogna avere chiuso la gara. “Servirà avviare una procedura d'urgenza” sono state le parole del Rup incaricato da pochi giorni, Orietta Bocchio che ha preso il posto della dirigente Bistolfi, rimossa dall'incarico. Il perchè non è stato possibile saperlo: sembra che ci fosse una nota del sindaco indirizzata proprio alla dirigente, ma che questa sia stata protocollata come “corrispondenza ad personam”, quindi personale e privata che non è possibile rendere pubblica. “Sebbene poi venga citata dal sindaco stesso nel documento di atto d'indirizzo e mi sembra un po' un controsenso” ha aggiunto Marica Barrera dai banchi dell'opposizione. Secondo le indiscrezioni la sostituzione repentina di Responsabile della procedura non è avvenuto per “mancanza di idoneità professionale” a questa tipologia di bando di gara, ma per un diniego arrivato appunto dalla dirigente precedentemente incaricata viste le minori risorse con cui si vuole procedere.

Anche il Movimento 5 Stelle ha chiesto di aggiungere due punti fondamentali nel documento delle linee guida per il bando di gara: "dovrà essere rispettata la soglia del 70% di raccolta differenziata entro il 2020" oltre alla creazione di un coordinamento con il Cissaca per un "servizio di recupero dei cibi avanzati a fini sociali". Questi - come da richiesta dei pentastellati - dovranno essere due requisiti da rispettare e da inserire nella proposta "tecnica", che in questa procedura di gara avrà un valore superiore (circa il 70%) rispetto alla parte economica ovvero alla "offerta economicamente più vantaggiosa" (con valore di 30% circa). 

Al di là di tutto a questo punto viene da chiedere “si riuscirà a dare alla famiglie il servizio mensa per le scuole ad inizio anno scolastico? A che prezzo?”. Il PD ha chiesto che la commissioni si aggiorni sugli sviluppi entro un mesetto.
24/03/2018

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