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Alessandria

Piazza S. Maria di Castello: "si attende nulla osta della Sovrintendenza e si riparte"

Uno stop di una decina di giorni che era previsto nel cronoprogramma e che non cambia le scadenze: piazza pronta a novembre. Le ruspe che si sono fermate e lo stop del cantiere dopo pochi giorni dalla apertura ha creato "allarme". Ma dal Comune tranquillizzano: "aspettiamo il nulla osta della Sovrintendenza e già oggi si riparte"
 ALESSANDRIA - C’era già fermento in città così come sui social network per il cantiere fermo in piazza Santa Maria di Castello. Lavori partiti il 7 marzo, con reti e ruspe, e dopo pochi giorni già tutto fermo? Anzi come fanno notare gli “allarmati” le ruspe sono state portate via, caricate su camion. Cosa sarà mai successo?

In realtà lo stop di una decina di giorni era previsto già nel cronoprogramma: “non mutano quindi i tempi per il rifacimento della piazza e le scadenze. Se tutto va bene, a novembre avremo la nuova piazza” ha spiegato il geometra Lupani di Palazzo Rosso che sta seguendo l’iter per la direzione Lavori pubblici. L’allontanamento dei mezzi intanto è spiegato dai sopralluoghi di Enel, Telecom, Amag e di tutte quelle aziende che dovevano controllare o mappare le reti e i cavi presenti. Così da evitare di dover “ri-spaccare” una seconda volta dopo che sarà posizionata la nuova pavimentazione. “Intanto si è iniziato a smantellare l’acciottolato che sarà riutilizzato in altre parti di città”. E questo è già stato motivo per fermare le ruspe.

Poi si è aggiunta anche la Sovrintendenza per le Belle Arti: “aspettiamo il nulla osta per riprendere i lavori. Probabilmente già oggi” spiega il geometra Lupani. Perché il sopralluogo la Sovrintendenza lo ha già fatto per controllare ed evitare brutte sorprese là dove si andrà a scavare, ma aspettava tutti i disegni e la documentazione (da mostrare non solo alla Soprintendenza architettonica ma anche a quella archeologica) per dare il nulla osta. Ed è qui che i tempi burocratici si sono allungati, ma per un banale “doppio viaggio” di un fax. “Noi l’avevamo spedita alla sede di Novara, mentre loro erano a Torino”.

Allarme cessato quindi. I lavori che riprenderanno subito proseguiranno con l’ordine pre-annunciato dal Comune: rimozione della pavimentazione esistente e entro una quindicina di giorni anche la piantumazione dei gelsi e il rifacimento delle sottostrutture. Soltanto alla fine di queste operazioni si potrà iniziare a pensare alla posa della nuova pavimentazione per poi spostarsi sul fronte della chiesa.
16/03/2016

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