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Cronaca

Prendono sciarpa e felpa ai tifosi della squadra avversaria, condannati in due

Una condanna per rapina ed una per ricettazione a carico di due tifosi dell'Alessandria. Nel 2010, durante la partita Alessandria - Monza si fecero consegnare, non proprio con le buone maniere, una sciarpa ed una felpa da due tifosi della squadra avversaria
CRONACA - L'avevano esibita allo stadio Moccagatta come un "trofeo", ma è costata  due anni e tre mesi di carcere all'alessandrino C.M., quarantunenne, condannato per rapina dal tribunale di Alessandria. L'oggetto del delitto è infatti una sciarpa, sottratta ad un tifoso dello squadra avversaria, il Monza ed appesa in bella vista alla ringhiera della gradinata. Al termine della partita, poi, l'alessandrino aveva tenuto la sciarpa. 
Oltre a C.M., è stato condannato ad 8 mesi M.P., 30 anni, per ricettazione di una felpa rossa, sempre appartanente ad un tifoso del Monza. 
I reati contestati sono stati consumati durante la partita Alessandria - Monza, nel 2010. 
Secondo quanto ricostruito, prima dell'inizio del confronto calcistico alcuni tifosi delle due squadre si "affrontarono" fuori dai cancelli. Ci fu probabilmente baruffa e, tra un coro e uno sberleffo, alcuni tifosi alessandrini si fecero consegnare, non proprio con le buone maniere, una sciarpa ed una felpa. Ci sarebbe stato anche un terzo tentativo, sempre per una sciarpa, che però non sarebbe andato a buon fine. Per ricostruire la vicenda, dopo la querela presentata dai monzesi, le forze dell'ordine acquisirono le immagini delle telecamere di videosorveglianza e ci fu anche una perquisizione nell'abitazione dei due, per cercare sciarpa e felpa. All'inizio del procedimento penale, oltre alla rapina, è stato contestato anche il reato di lesioni, per il quale lo stesso pubblico ministero, Alessio Rinaldi, ha chiesto il proscioglimento per prescrizione. 
C.M., inoltre, venne riconoscosciuto dai tifoso del Monza a cui fu sottratta la sciarpa, mentre su M.P. il querelante non ebbe certezza. Il reato di rapina contestato a M.P. è stato quindi riqualificato in quello più lieve di ricettazione. Da qui la pena più lieve. 
L'avvocato di difesa di C.M., Massimo Taggiasco, ha già annunciato di voler ricorrere in appello. M.P. era invece difeso da Alessandro Suffia.
10/05/2018

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