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Alessandria

Sopralluogo alla piscina comunale: bando pronto, la struttura (molto) meno

A giorni sarà pubblicato il bando di concessione ventennale del diritto di superficie della piscina scoperta di lungo Tanaro S. Martino. La commissione consiliare ha fatto un sopralluogo alla presenza dei tecnici del Comune, dell'assessore Giovanni Barosini e del tecnico di AF Piscine che aveva iniziato alcuni lavori la scorsa estate
 ALESSANDRIA - Il nuovo bando per poter farsi un tuffo nella piscina comunale scoperta di lungo Tanaro San Martino questa estate (entro il 1 luglio è richiesta l'apertura della struttura nel bando di gara) è ormai pronto, davvero questione di giorni. L'impianto invece un po' meno. Come si vede chiaramente dalle foto allegate a questo articolo del sopralluogo voluto dalla commissione consiliare Territorio che si sta occupando della questione, soprattutto dopo i “dubbi” sollevati dal consigliere di maggioranza Guerci durante una precedente commissione e anche in Consiglio comunale (con scontro iniziale con l'assessore Barosini).

Un sopralluogo “che ha messo in evidenza una situazione della piscina comunale non dissimile da come ce la saremmo aspettata” sono le parole che utilizza il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Michelangelo Serra con un post su Facebook. E di cui era sicuramente a conoscenza il consigliere Guerci che aveva sollevato le problematiche dell'impianto, delle vasche, della struttura nel suo complesso già da tempo.

A fare da Cicerone, oltre alla presenza dei tecnici di Palazzo Rosso, dei commissari e dell'assessore al Lavori pubblici Giovanni Barosini, c'era il responsabile tecnico della AF Piscine, dottor Petitto, che aveva iniziato una parte dei lavori nei mesi della scorsa estate 2017 (su mandato ancora della precedente amministrazione Rossa, poco prima delle elezioni comunali).

La situazione non è delle migliori: oltre ad alcune parti “strutturali” che sono inagibili e poco sicure, con pilastri di ferro, arrugginiti che si reggono su due bulloni, non è piazzato meglio l'impianto delle vasche. Pompe e filtri in pessime condizioni: una pompa su tre oggi funziona, e un pre filtro su quattro è utilizzabile. Al contrario dei filtri che sono tutti da sostituire. Pompe che carino metri cubi d'acqua non supportati invece dai filtri, è stata una delle spiegazioni del tecnico. “Qui per rimettere tutto a norma è necessario fare opere tecniche sull'impianto. Che è però piuttosto oneroso”. Anche il sistema di pulizia dello sporco oggi “mette in crisi” l'intera struttura: filtri a diatomee, conchiglie liofilizzate che hanno il compito di catturare lo sporco. “Sistema ormai superato” per il responsabile di AF Piscine. “Sistema che però ha funzionato per lungo tempo e che se rimesso in piedi, come si deve, va benissimo” è la contro-risposta che arriva da Guerci.

Le stesse vasche andrebbero riviste (oltre che in alcune parti sono pericolose, fonte di possibili denunce per pavimentazione rialzata rispetto al bordo della piscina). “Pensare di abbassare il fondo della piscina grande, non oltre il metro e 50 cm, togliendo quindi la zona tuffi, dove anche i trampolini non sono in sicurezza”. E poi rivedere anche la vasca più piccola, che se destinata ai bambini dovrebbe essere di non oltre 50 cm di profondità (oggi una parte è di 80 cm e l'altra arriva ad 1 metro).

Crepe da parte a parte nella struttura “spogliatoi”, vetri rotti di porte, scale pericolanti e la parte che una volta era quella del bar, che per molti andrebbe “abbattuta e rifatta” perché è una struttura al momento non in sicurezza e che così come è oggi non garantisce la possibilità di essere utilizzata anche per altro. Perché il punto è anche questo: la base d'asta del bando (spalmata in 20 anni) cui si devono aggiungere “occhio croce” almeno 300 mila euro di interventi per poterla aprire all'utenza. E considerando che non sono molti i mesi di utilizzo l'anno della piscina scoperta in città, “forse pensare ad un bar che possa tenere aperto anche in altri periodi durante l'anno, magari la sera”.

I pochi lavori portati a termine la scorsa estate sono partiti da un “impianto di corrente elettrica inesistente” e da alcuni muri scrostati e pericolanti, che in una parte sono stati messi a posto. Poi nel tram tram dei mesi estivi del 2017, quando fino all'ultimo non si capiva se si riusciva o no ad aprire, a dare in gestione per un paio di stagioni....tutto si è fermato e con l'arrivo del freddo e del gelo alcune situazioni sono solo peggiorate.

“Vediamo come andrà a finire il bando (se sarà partecipato o meno) per quest'estate. Ma iniziamo già a lavorare per l'estate del 2019” sono le parole del consigliere Serra. Che per altri (tra cui Locci) si traduce in un “project financing” di finanza privata, con tutta un'altra visuale e un'altra prospettiva. “La speranza è l'ultima a morire” si dice. Ma qui forse servirebbe più un “miracolo”.
28/02/2018

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