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Opinioni

La grande bellezza

Vorrei che fosse chiaro che non ci si può limitare ai numeri se si vuole fare architettura: se si vuole fare bene la necessità e la sfida non devono essere solo costruire cercando di avvicinarsi al consumo zero, ma far sì che questo si sposi con il bello
 “La bellezza è utile, non è un'idea romantica, la pensano così solo gli sciocchi. La bellezza aiuta a rendere la gente migliore e a cambiare il mondo.”
Renzo Piano

OPINIONI - Il tema della bellezza è un tema che fa spesso da sfondo agli interventi di Renzo Piano, soprattutto quando si parla di periferie e del loro necessario rammendo. Ancora pochi giorni fa in un’ intervista, nella quale racconta il progetto per il nuovo Palazzo di giustizia di Parigi che sorgerà in banlieue, ha ricordato la necessità di portare la bellezza nelle periferie per sconfiggere il fanatismo distruttivo.
Questo mi ha portata a riflettere, sentir finalmente parlare di bellezza mi ha fatto capire come questo concetto venga ultimamente, troppo spesso, lasciato da parte e dimenticato. Quasi sia da considerare un vezzo, una cosa di poco conto, da lasciare in secondo piano a vantaggio di altri argomenti più importanti, più tangibili, più concreti. Questo modo di ragionare è chiaramente sbagliato, sbagliato perché è una strada troppo facile da percorrere. Tra tanti obiettivi da raggiungere non si deve accantonare il più complesso ed il più difficilmente definibile. Non sta scritto da nessuna parte che le cose devono essere facili e che non si possano perseguire contemporaneamente più scopi. La bellezza va oltre, sta sopra a tutto il resto. Dovrebbe essere il punto di partenza.

Per capire che effettivamente qualcosa non va basta dare uno sguardo alla proposta formativa per i professionisti dell’abitare e ci si rende conto che stiamo trascurando un aspetto importante. I seminari su temi meno pratici e più filosofici sono pochissimi e, al contrario, quelli sul contenimento energetico, ad esempio, sotto le sue diverse forme possibili e analizzato in ogni sua declinazione, sono un’infinità.
Ovviamente con questo non sostengo di dimenticare quella sfera, ma vorrei che fosse chiaro che non ci si può limitare ai numeri se si vuole fare architettura: se si vuole fare bene la necessità e la sfida non devono essere SOLO costruire cercando di avvicinarsi al consumo zero, ma far sì che questo si sposi con il bello.

In questo modo, in un mondo in cui si cerca di puntare sull’importanza della diversità come valore e in una professione il cui punto di forza sta nella vastità di ambiti e nella diversificazione delle specializzazioni si rischia di appiattire il panorama formativo e, conseguentemente, il mondo professionale andando a creare una figura che perderà, nel tempo, quella molteplicità di sfaccettature che dava valore al mestiere dell’architetto.
30/11/2015
Luisa Lombardi - redazione@ilnovese.info

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