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Cronaca

Ancora senza stipendio i braccianti di Guazzora: "alla fine ci siamo dovuti licenziare"

Si sono dovuti licenziare i braccianti di Guazzora che da circa sei mesi non ricevevano stipendio. La "lotta" insieme al sindacato di base però va avanti anche con presidi davanti ai supermercati: "i consumatori devono sapere"
CRONACA - Non è una resa, però, dopo tre mesi di sciopero, presidi e incontri, i diciotto lavoratori della ditta Angeleri di Guazzora hanno rassegnato le dimissioni "per giusta causa" ed hanno, nel contempo, presentato la richiesta di un decreto ingiuntivo per recuperare il salario che la ditta non pagava da mesi.
"In un anno - dice uno dei braccianti che ieri hanno manifestato davanti alla sede della Prefettura - abbiamo percepito metà del dovuto. C'è chi vanta arretrati per diverse migliaia di euro. Dopo sei mesi senza stipendio, non potevamo resistere".
Assistiti dal Cub, sindacato di base, hanno rassegnato le dimissioni, "per giusta causa". Almeno avranno la possibilità di richiedere l'idennità di disoccupazione. 
La "lotta", però, non finisce qui. Intanto c'è una richiesta di ingiunzione di pagamento. Poi ciascuno porterà avanti, sempre assistito da Cub, le vertenze in sede civile. 

La decisione arriva dopo diversi tentativi di trattare con l'azienda, anche davanti al Prefetto. A gennaio, durante l'ultimo incontro, era arrivata la proposta di Angeleri di saldare 600 euro al mese. I lavoratori chiedevano almeno gli stipendi correnti, che vanno da 1.000 fino a 1.600 euro, e gli arretrati rateizzati. Il Prefetto aveva chiesto all'azienda di riformulare la proposta. Ma Angeleri, secondo Cub, non si è spostato di un millimetro. "In questi mesi - dice Antonio Olivieri del presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia - questi lavoratori sono stati lasciati soli. Hanno tirato avanti grazie alla solidarietà di Caritas, dei volontari del presidio e di pochi altri che hanno portato loro cibo, pellet per scaldarsi, bombole per cucinare". 

C'è inoltre una indagine in corso, sostiene Olivieri, per un incendio scoppiato nei capannoni della Angeleri a fine anno. "Nessuno ha detto cosa esattamente è bruciato. Il sindaco lo deve dire, è una questione di salute pubblica". Qual giorno, contrariamente al solito, tutti i braccianti erano stati mandati a casa prima della fine dell'orario di lavoro. 
La lotta continuerà anche coinvolgendo la grande distribuzione: "faremo presidi davanti ai supermercati che vendono prodotti Angelari, affinchè si sappia che l'azienda non ha considerazione della manodopera".
8/03/2019

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