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Novi Ligure

Centraline idroelettriche, si va verso l'autorizzazione

Lo Scrivia si ritroverà così con due impianti in pochi km, entrambi della Noviconsult di Basaluzzo. Uno, in fase di realizzazione, ad Arquata mentre l'altro sorgerà a Serravalle
NOVI LIGURE - Ad Arquata la costruzione è a buon punto, a Serravalle si va verso l’autorizzazione: lo Scrivia si ritroverà così con due centraline idroelettriche in pochi km, entrambe della Noviconsult di Basaluzzo.
L’impianto arquatese è in fase di realizzazione vicino al ponte per Varinella. Avrà una potenza di 275 Kw. L’iter era stato avviato nel 2008 con numerose carenze riscontrate da vari enti nella prima conferenza dei servizi, nonché nella seconda. Le integrazioni presentate in seguito dalla ditta hanno portato al parere positivo e all’autorizzazione.

L’impianto sarà realizzato utilizzando una traversa già esistente sullo Scrivia, con una condotta interrata che scaricherà l’acqua a valle della confluenza con il torrente Spinti. L’energia elettrica sarà generata da una turbina Kaplan situata accanto alla traversa. Per Serravalle l’ultima conferenza dei servizi si è svolta a Alessandria a luglio. Il progetto denominato Mulino di Serravalle è stato depositato in Provincia nel 2009 e ha superato la verifica ambientale. La centralina anche in questo caso sfrutterà una traversa esistente sullo Scrivia e avrà una potenza massima nominale di 416 kw e una potenza media effettiva di 142 kw. Ha già ottenuto l’autorizzazione al prelievo di acqua, pari a 8,5 metri cubi al secondo, per produrre 1.250 Mwh all’anno. Il costo dell’impianto sarà di 1,2 milioni di euro, ripagati, come per Arquata, dagli incentivi statali per le energie rinnovabili.

Proprio su questo punto interviene Legambiente Valle Scrivia: “La sostenibilità economica di tali progetti si basa spesso unicamente sui contributi per le rinnovabili, grazie ai quali l’energia viene pagata molto di più del suo reale valore. Sono pochissimi gli impianti che riuscirebbero a sostenersi autonomamente qualora l’energia prodotta venisse pagata al normale prezzo di mercato. Quindi, gli impianti idroelettrici che stanno proliferando su torrenti come i nostri – notoriamente poveri di acque – con un impatto ambientale devastante producendo in realtà quantità di energia assolutamente irrisorie, li paghiamo noi”. C’è poi un altro aspetto: “Per lo Scrivia è stato istituito un contratto di fiume che dovrebbe coordinare ogni intervento previsto sul torrente ma con le centraline si sta andando in tutt’altra direzione”.
30/09/2013
Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info

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