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Alessandria

Condannato per furto l'ex consigliere comunale

Condanna ad un anno e 800 euro di multa per Angelo Malerba, l'ex consigliere comunale accusato di una serie di furti in palestra. Ha ammesso e risarcito tutti. “Una sentenza giusta, ho fatto un errore e ho pagato. Mi auguro che tutto ciò non renda vano il lavoro che ho fatto come consigliere e come uomo”
ALESSANDRIA – Un anno di reclusione, con la condizionale, e una mula da 800 euro. Si chiude con una sentenza di condanna la vicenda che ha visto nel banco degli imputati Angelo Malerba, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, accusato di una serie di furti di denaro dagli armadietti delle palestra Pianeta Sport di Alessandria. Per l'ultimo di quei furti, due banconote da 50 euro, fu colto il flagrante e messo ai domiciliari. Gli valse una condanna a 7mesi, con la condizionale, dopo una serie di udienze che avevano visto Malerba, difeso allora dall'avvocato Massimo Martinelli, farsi “accusatore” della Giustizia.
Ha cambiato poi avvocato, scegliendo Fabio Bellora, e linea difensiva. “Sono stato io, ho fatto una cazzata”, ha detto presentandosi al nuovo difensore.
Ha quindi fatto ammenda e restituito quanto sottratto negli episodi di furto, undici in tutto, sette messi a segno, quattro tentati. 685 euro la somma complessiva, restituita alle parti lese, compresa la cifra di 155 euro versata all'associazione Emercency in quanto chi aveva subito il furto non risultava rintracciabile. Circostanza, quella della restituzione, di cui il pubblico ministero Andrea Zito ha tenuto conto nella richiesta di condanna ad un anno e 10 mesi più mille euro di multa.
La difesa ha chiesto l'assoluzione, in considerazione dell'esiguità delle somme sottratte. Il giudice Giorgia De Palma, tenuto conto delle attenuanti ed aggravanti (la “violenza sulle cose” per la forzatura degli armadietti, riqualificata in “uso di mezzo fraudolento”) ha sentenziato la pena ad un anno e 800 euro di multa. Non ci sarà ricorso in appello per quest'ultima sentenza, mentre è in corso l'appello per la prima condanna.
Il pubblico ministero ha “apprezzato” la confessione (“evento raro, se non unico”) e la restituzione delle somme sottratte. Ma non ha potuto non tenere conto che il reato c'è stato.
E' una sentenza giusta. Mi auguro solo che la vicenda non invalidi il lavoro che ho svolto come consigliere comunale e come uomo”, ha detto Malerba dopo la lettura della sentenza.
“E' andata come doveva andare, un esito tanto scontato quanto atteso”, sono state invece le parole del pubblico ministero. “La vicenda è stata ricondotta sui giusti binari. C'è stata correttezza da entrambe le parti”, ha aggiunto.
“Una sentenza giusta – ha detto anche l'avvocato Fabio Bellora – inficiata dal precedente procedimento”. Bellora ha anche sottolineato come, per le somme contestate e le modalità, avrebbe potuto risolversi tutto mesi fa, con una richiesta di messa alla prova. Cosa fatta, capo ha, recita un detto. “Non ci fu nessun complotto. L'ammissione è un buon segno, che apprezzo e che lascia ben sperare”, ha aggiunto Zito. Forse, questa volta, la giustizia ha fatto il corso che doveva fare.
5/12/2017

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