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Cronaca

Dirigente della Provincia indagato per tentata concussione

Due gli episodi oggetto dell'indagine della procura, nel 2012 e nel 2016 in occasione dei rinnovi di una concessione per la coltivazione di una cava nel tortonese. Secondo l'accusa, per "sveltire" la pratica avrebbe chiesto una "utilità": il pagamento delle zanzariere. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, il Gup deciderà se proseguire o archiviare
CRONACA - In cambio della velocizzazione di una pratica per il rinnovo della concessione per la coltivazione di una cava nel tortonese, un dirigente della Provincia avrebbe chiesto una "utilità": che il direttore lavori della ditta richiedesse pagasse le zanzariere della sua abitazione e un tagliaerba. E' di tentata concussione l'accusa nei confronti di G.V, dirigente del settore cave, sul quale la Procura della Repubblica di Alessandria ha indagato dopo la segnalazione arrivata dal direttore lavori della ditta. 
I contorni della vicenda potranno essere definiti in tribunale, dopo che il pubblico ministero avrà avanzato la richiesta di rinvio a giudizio. Per la procura, tuttavia, le indagini sono concluse
La difesa del dirigente, assunta dall'avvocato Giuseppe Romano, è altrettanto pronta a dimostrare che non ci fu nessun tentativo. 
Due gli episodi contestati: il primo nel 2012, il secondo del 2016. Sarebbe stato a seguto di quest'ultimo che il direttore dei lavori della ditta fece la segnalazione e, subito, iniziarono le indagini. Ci fu anche un blitz dei carabinieri sia negli uffici provinciali, sia nell'abitazione del dirigente
Durante la perquisizione, in casa del dirigente furono trovati quasi 200 mila euro in denaro contanti e dei lingottini in oro. I beni, sequestrati, non sono però pertinenti all'inchiesta e non vengono contestati nel fascicolo. La difesa ne chiede infatti il dissequestro.

Nel primo caso, nel 2012, il dirigente - sempre secondo l'accusa - avrebbe chiesto una percentuale sui quantitativi di terra autorizzati; nel secondo caso il pagamento, per suo conto, delle zanzariere per la sua abitazione e un taglia erba, pari ad un valore di mercato di poche migliaia di euro.
La difesa sostiene però che le zanzariere le pagò regolarmente il dipendente della provincia, con un bonifico. 

Il direttore lavori avrebbe però affermato di aver subito "pressioni". Questa fu, per lo meno, la sua percezione.
Ci furono anche intercettazioni telefoniche dalle quali, sempre secondo la difesa, non emergerebbe nulla. 
Le concessioni per la coltivazione della cave vengono peraltro accordate o respinte formalmente dai comuni, prima, e dalle Regioni, dopo l'approvazione delle nuove norme. Gli uffici provinciali, tuttavia, predispongono le istruttorie in vista delle conferenze dei servizi ed esprimono un parere obbligatorio. In caso di cave di una certa dimensione, è prevista anche la Via, valutazione di impatto ambientale. Non per quella oggetto dell'inchiesta.
L'indagato, pertanto, non sembra avere intenzione di richiedere riti alternativi, come abbreviato o patteggiamento. Attende quindi la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero e la fissazione dell'udienza preliminare nel corso della quale il giudice potrà disporre il rinvio a giudizio o l'archiviazione. 

15/05/2018

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