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Cronaca

Latitante arrestato dai Carabinieri. Era nascosto a Spinetta

Era fuggito dagli arresti domiciliari nel febbraio 2106 quando doveva ancora scontare 2 anni e sette mesi di pena. E' stato individuato ed arrestato dai Carabinieri di Alessandria. E' considerato l'autore di almeno una trentina di furti tra Lombardia e Piemonte
CRONACA – Doveva scontare ancora 2 anni e sette mese di pena, ai domiciliari, ad Alessandria, un cittadino 25enne di origini albanesi. Ma da quasi due anni aveva fatto perdere le sue tracce. Sono riusciti ad individuarlo ed arrestarlo i carabinieri del nucleo investigativo, intervenuti mercoledì mattina nell'abitazione dove si era stabilito, a Spinetta Marengo.
Le manette sono scattate per Klevis Ndoci, condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione dal tribunale di Pavia per una lunga serie di furti, compiuti nel 2015 in diverse località della Lombardia. Alemo una trentina sono i colpi messi a segno, contestati dalla procura di Pavia, a Segrate, Abbiategrasso, Brescia, Paderno Dugnano e altre località.
Gli inquirenti alessandrini hanno motivo di pensare che fosse tornato ad Alessandria, forse dopo un breve periodo in patria, e che fosse in contatto con un gruppo di persone dedite alla stessa attività illecita. Si tratta di veri e propri “predoni” che prendono di mira un'area dove fanno razzia in abitazioni private. Quando il cerchio inizia a stringersi, si dileguano per poi rientrare in Italia e cambiare zona.
Ad Alessandria sembra che Ndoci avesse messo radici.
L'uomo è stato individuato grazie ad un attento lavoro investigativo: i militari stavano tenendo monitorato un gruppo di persone sospettate di essere gli autori di una serie di furti avvenuti in Provincia. Tra le persone tenute sott'occhio, è stato individuato Ndoci. I controlli incrociati con le banche dati a disposizione delle forze dell'ordine hanno rilevato la sua vera identità. L'arresto è avvento nell'abitazione dove si era stabilito, in via del Ferraio a Spinetta. All'arrivo dei militari ha presentato un documento ritenuto falso e pertanto viene contestato anche il reato di falsa attestazione ad un pubblico ufficiale. E' stato portato in caserma, al comando provinciale, per il fotosegnalamento e il rilevamento del Dna e condotto successivamente in carcere.
(nella foto il comandante del nucleo investigativo, maggiore Giacomo Tessore e il comandante provinciale, colonnello Enrico Scandone)
18/01/2018

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