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Vignole Borbera

Non ce l'ha fatta il giovane rimasto schiacciato da un muletto

Non ce l'ha fatta l'operaio di 22 anni che ieri è rimasto schiacciato da un muletto, alla Sli di Vignole Borbera. Oggi la fabbrica è chiusa per lutto. Dall'azienda spiegano che il giovane dipendente aveva il patentino per il muletto da un anno, e che il mezzo era stato revisionato ad aprile
VIGNOLE BORBERA – Non ce l'ha fatta l'operaio di 22 anni, Davide Olivieri, di Busalla, che ieri è rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro alla Sli di Vignole Borbera.
Si è spento nella notte, nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Alessandria, dove era stato trasportato d'urgenza con l'elisoccorso. Le sue condizioni sono apparse subito gravi ma, non essendo stati coinvolti organi vitali, non sembrava in pericolo di vita. Nella notte sono invece sopraggiunte complicanze.

Il giovane, assunto come apprendista, stava manovrando un muletto quando, per cause ancora in corso di accertamento, verso le 11 del mattino, il mezzo si è ribaltato e l'operaio è rimasto schiacciato. Oggi l'azienda resta chiusa in segno di lutto.

La direzione della Sli, nell’esprimere il proprio profondo cordoglio per l’accaduto, comunica di aver «aperto un’indagine interna» e essersi «messa da subito a completa disposizione delle autorità perché sia fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente». Davide Olivieri, spiegano dall'azienda, «era in possesso di patentino in corso di validità per la conduzione di carrelli industriali, rilasciato nel luglio 2017 da Anfos (Associazione Nazionale Sicurezza sul Lavoro). Ha frequentato e superato tutti i corsi di formazione sulla sicurezza organizzati dall’azienda». «Tutti i muletti in servizio presso Sli sono sottoposti a manutenzione trimestrale come prevede la normativa in materia: il carrello condotto dal giovane operaio aveva superato positivamente i controlli lo scorso 4 aprile», riporta una nota ufficiale diffusa dall'azienda.

«Non si può continuare a morire di lavoro. Ancora un morto, ancora una giovane vita spezzata che allunga quella che ormai va assumendo le dimensioni di una strage», commenta Claudio Cavallaretto a nome della Femca Cisl. «Di fronte all'aumento degli incidenti mortali sul lavoro che ogni giorno portano tragedie e lutti nelle famiglie, insistiamo nel dire che la sicurezza sul lavoro è un diritto e deve diventare la priorità del Paese, è necessario uno sforzo condiviso per rafforzare prevenzione, a partire proprio piu' giovani, e la sensibilizzazione di tutto il mondo del lavoro. Lo abbiamo ricordato in occasione del Primo Maggio, nelle recenti mobilitazioni nelle piazze e non ci stancheremo di farlo ogni singolo giorno, dentro e fuori tutti i luoghi di lavoro», le parole di Marco Ciani, segretario provinciale della Cisl.
7/06/2018

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