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Ovada

Pedaggi in emergenza: la protesta delle pubbliche assistenze

Dal 2 luglio Società Autostrade farà pagare l'autostrada ai mezzi per il soccorso avanzato. "Ogni anno - spiegano dalla Croce Verde Ovadese - sono 2.500 viaggi verso Alessandria e Novi"

OVADA - Una situazione di grave difficoltà per le pubbliche assistenze della Provincia. La campagna parte dall’Anps che segnala le problematiche legate alla decisione di Società Autostrade di disdire l’accordo stipulato nel 1999, per il rilascio di telepass esenti, di norma utilizzati dai mezzi di soccorso in emergenza nell’espletamento dei loro servizi. Si pagherà il pedaggio, come capita ai comuni mortali. Si tratta di 2.962 associazioni attive ogni giorno al fianco di chi ha problemi di saluter. Per questo è partita la lettera di segnalazione rivolta ai Prefetti di tutta Italia, nonché al Ministero dell’Interno. “La nostra perplessità – spiegano dalla Croce Verde Ovadese onlus – è duplice. Da un lato questa novità avrà un impatto sul nostro bilancio: se calcoliamo 2500 servizi in un anno verso gli ospedali di Novi e Alessandria, è facile quantificare la cifra. Ma a preoccuparci maggiormente sono i disservizi e i problemi che potrebbero verificarsi in fase di passaggio al casello, e comunque durante il trasporto di pazienti più o meno gravi”.

Nella stessa condizione, nel novese, sono le pubbliche assistenze di Stazzano e Bosio. L'Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 79 associazioni di volontariato con 11 sezioni distaccate, 9.140 militi (di cui 3.252 donne) e 350 dipendenti che, con 391 autoambulanze, 137 automezzi per il trasporto disabili, 210 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile, 5 imbarcazioni e 23 unità cinofile svolgono annualmente 406.477 servizi con una percorrenza complessiva di oltre 13 milioni di chilometri.

“Le ripetute istanze – si legge nella nota ufficiale -di modifica del Codice della Strada che Anpas insieme alla Confederazione delle Misericordie d’Italia hanno rivolto al Governo e, in particolare, al Ministero dei trasporti, confermate con la manifestazione di protesta “Fermi tutti!” del 3 aprile scorso a Roma, sono rimaste inascoltate. Si chiede inoltre di equiparare quanto previsto in termini di esenzione del pedaggio per i mezzi della Croce Rossa Italiana (che su questo ha dichiarato il suo pieno appoggio) anche ai veicoli delle Associazioni di volontariato, Anpas e Misericordie, vista la recente trasformazione della Cri, nella sua parte civile, in ente privato”.

27/06/2014

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