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Cinema

Che fare quando il mondo è in fiamme?

Minervini ci immerge dentro un vivissimo bianco e nero, tra realismo estremo e finzione, nelle atmosfere di un mondo autenticamente in fiamme, una polveriera sempre pronta ad esplodere con conseguenze funeste
CINEMA - Che fare quando il mondo è in fiamme?, si domanda il documentarista marchigiano Roberto Minervini, reduce dalla cosiddetta “trilogia texana” (The Passage, 2011; Bassa marea, 2012; Ferma il tuo cuore in affanno, 2013) come dal più recente Louisiana (2015), e instancabile narratore di un’America multiforme, dai mille volti.

"Lo spiritual che dà il titolo al film, What you gonna do when the world's on fire?, contiene la domanda ma anche la risposta: 'Correremo dal Signore e scapperemo da chi può proteggerci'. Ascoltare questo brano e comprenderlo ha segnato l'inizio delle mie ricerche per capire cosa fosse questa fuga per la sopravvivenza dei neri d'America", racconta il regista.

L’America, nei quasi dieci anni che intercorrono tra il primo film - The Passage - e quest’ultimo è cambiata, ha mutato profondamente fisionomia, passando attraverso due presidenze (Obama e Trump) di segno totalmente opposto: eppure, sottotraccia, certe questioni rimangono ancora aperte, come quella razziale e, in particolare, della convivenza civile tra bianchi e neri, che viene restituita dal regista con il racconto dall’interno della comunità afroamericana di New Orleans.

"L'America per i non bianchi, ovvero per le minoranze etniche, non è in realtà molto cambiata perché il razzismo continua a essere istituzionalizzato - spiega Minervini - È cambiato il divario tra bianchi e neri, quindi si sono ridotte le possibilità di convergenza e dialogo tra le due fazioni, perché purtroppo è di fazioni che dobbiamo parlare. Lavorando con diverse comunità africane americane della Louisiana meridionale, siamo riusciti ad avere accesso a quartieri e comunità di New Orleans off-limits per i più. Mi sono presto reso conto che la maggior parte delle persone era stata segnata da due pagine drammatiche della storia recente, le conseguenze dell’uragano Katrina del 2005 e l'uccisione di Alton Sterling per mano della polizia nel 2016. Mossa dalla collera e dalla paura, la gente cercava un'occasione per raccontare a voce alta le proprie storie".

Minervini si e ci immerge, dunque, dentro un vivissimo bianco e nero, tra realismo estremo e finzione, nelle atmosfere di un mondo autenticamente in fiamme, una polveriera sempre pronta ad esplodere, con conseguenze funeste. Lungo le strade, nei vicoli, a cielo aperto o nei radi interni, la Storia attraversa il corpo di Judy Hill, un passato fatto di droghe e abusi, il proprio bar come spazio aperto, di riscatto, di resilienza; si coagula intorno alle nuove Black Panthers, alle loro rivendicazioni, ai cortei dimostrativi sempre in bilico tra semplice, orgogliosa sfrontatezza e deflagrazione di violenza esibita; avvolge le esili figure di Ronaldo e Titus, 14 e 9 anni, che scoprono il loro pericoloso e difficile mondo quotidiano, trascurando le raccomandazioni della loro madre; infine, si disperde nella minuziosa e folkloristica preparazione da parte degli indiani del “Mardi Gras”, il Carnevale di New Orleans, tra canti tradizionali e approntamento dei costumi e travestimenti.

La macchina da presa scivola silenziosa, quasi inavvertita, in mezzo a cose, luoghi e persone, fa largo uso del grandangolo, del teleobiettivo, dei primi piani, allarga a dismisura lo sguardo a inglobare gli spazi lontani, i vuoti, oppure lo concentra ossessivamente sugli oggetti della visione, espressioni di un cinema antropologico che non si distacca mai dall’umano.

Che fare quando il mondo è in fiamme (o minaccia di diventarlo)? Continuare a raccontarlo, sembra dire Minervini, nelle sue brutture e bellezze, nelle ingiustizie e nelle faticose conquiste, anche a sprezzo del pericolo: l’unica via per entrarci dentro e viverlo pienamente.

"In tante occasioni ero l'unico bianco e il momento più emozionante della lavorazione ha coinciso anche con quello più terrificante: quando, in ben due occasioni, ho dovuto gettarmi per terra per evitare le pallottole della polizia. Mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione e quando ne ho parlato con loro mi hanno detto 'Welcome to our world, benvenuto nel nostro mondo'".
What You Gonna Do When the World's on Fire?
Regia: Roberto Minervini
Italia, USA, Francia, 2018, 123'
Sceneggiatura: Roberto Minervini
Fotografia: Diego Romero Suárez-Llanos
Montaggio: Marie-Hélène Dozo
Produzione: Okta Film, Pulpa Film, Shellac Sud, Rai CInema Distribuzione:Cineteca di Bologna, Valmyn
1/06/2019

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