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Cultura

“Io sono lo straniero” di Giuliano Pasini

Lo stile è veloce, asciutto, incalzante e cattura il lettore fino a mozzargli il fiato. La storia che racconta è cruda, a tratti angosciante, ma al contempo umana e toccante. I personaggi sono ben delineati e ad alcuni ci si affeziona come fossero reali
Titolo: Io sono lo straniero
Autore: Giuliano Pasini
Editore: Mondadori
Anno: 2013

Roberto Serra ha lasciato Case Rosse, il paesino dell'Appennino emiliano dove dirigeva il più piccolo commissariato italiano. È fuggito, da se stesso, dai fantasmi del passato e dalla danza, quel dono che vive come una maledizione insostenibile. Nasconde le cicatrici del volto dietro una folta barba e le ferite dell'animo con la monotonia di un'esistenza ogni giorno uguale. Ora la sua vita è tranquilla. Lavora all'ufficio immigrazione della questura di Trieste, orari regolari, nessun caso scioccante a stravolgere la sua quotidianità. Roberto ha nuovi amici e una nuova casa. Abita a pochi chilometri da Treviso. A Termine, un paesino così piccolo da poter essere definito "un incrocio in mezzo ai vigneti". Ha affittato un piccolo appartamento sopra l'unico ristorante; di giorno smuove scartoffie in questura, la sera scatena il suo estro culinario dando una mano in cucina al suo amico chef, Alvise. Ora è sereno, vuole esserlo, e ci riesce fino a quando nella sua vita non piomba una strana ragazzina ossuta, dalla chioma fucsia. È Francesca. La scorbutica, spigolosa e testarda Francesca. Lei cerca aiuto, è disperata e ha bisogno di Roberto Serra e della sua caparbietà. Glielo dice, lo urla. La sua ragazza, Elèna, la donna della sua vita, è sparita. È stata rapita da oltre un mese e polizia e carabinieri non si sono dedicati al caso con la dovuta attenzione. Nessuno crede che si tratti davvero di un rapimento, Elèna è un'immigrata irregolare, potrebbe essere tornata nel suo paese o aver semplicemente deciso di sparire dalla vita di Francesca senza lasciare traccia. Lo sostiene anche Roberto, ma poi è costretto a cambiare idea.

È la vita che ritorna, imperante, prepotente. Trascina Serra fuori dall'isola felice nella quale si era rifugiato e lo scaraventa dinanzi alla tragica realtà, un orrore così raccapricciante da superare ogni immaginazione. Elèna non è l'unica a essere stata rapita, non è la sola vittima del maniaco seriale che semina il terrore nel trevigiano. Lo scenario che si apre davanti all'incredulo poliziotto non è uno di quelli dinanzi ai quali si può fingere di non aver visto e lui si ritrova coinvolto anima e corpo nell'indagine che sgretolerà ogni parvenza si serenità dietro la quale era riuscito a schermarsi.

Giuliano Pasini torna e lo fa in grande stile. Io sono lo straniero è il suo secondo romanzo ed è la piena conferma del talento di un autore che, ne sono certa, ci riserverà molte altre piacevoli sorprese. Il suo stile è veloce, asciutto, incalzante e cattura il lettore fino a mozzargli il fiato. La storia che ci racconta è cruda, a tratti angosciante, ma al contempo umana e toccante. I personaggi sono ben delineati e ad alcuni ci si affeziona come fossero reali. Io sono lo straniero è stato preceduto da Venti corpi nella neve, pubblicato nel 2012 da Fanucci nella collana Time Crime (in questi giorni riproposto dalla medesima nella neonata collana Nero italiano) e primo thriller a vedere come protagonista Roberto Serra. Successo editoriale e vincitore del Premio Massarossa, Venti corpi nella neve sarà presto pubblicato anche in Germania. Quando lo recensii, chiusi il mio articolo augurandomi che Serra tornasse presto a indagare. Dopo la lettura di Io sono lo straniero, non posso che rinnovare la medesima speranza.

(tratto da i-libri.com
31/03/2013
Donatella Perullo (i-libri.com) - redazione@alessandrianews.it

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