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Ovada

Volti di immigrati oltre il pregiudizio

La mostra in corso in questi giorni a Palazzo Ducale è stata realizzata dalla fotografa ovadese Serena Pirredda: "Volevo raccontare le loro storie, riscoprire i singoli individui al di là della massa"
OVADA - Volti che nascondono sogni. Percorsi bruscamente troncati dalla guerra e dalle privazioni subite dai protagonisti nei loro paesi d’origine che chiedono di poter ripartire. E’ il senso della mostra “Individualità”, dodici scatti realizzati dalla fotografa ovadese Serena Pirredda. La rassegna è stata inaugurata la settimana scorsa nella sala “Spazio aperto” di Palazzo Ducale a Genova e terrà banco fino al 6 gennaio con la collaborazione del Ceis, l’associazione di volontariato che ricorda la sua fondatrice Bianca Costa nel decimo anniversario della sua comparsa. Alla cerimonia di apertura hanno partecipato anche il Ministro della Difesa Roberta Pinotti e il presidente della Cei, Angelo Bagnasco. In mostra, attraverso le fotografie, storie di migranti, richiedenti asilo attualmente accolti in una struttura di Campo Ligure. “Quando si parla di questi problemi – racconta la realizzatrice della mostra (nella foto il giorno dell'inagurazione) – non si distingue mai la singola persone dalla massa. Così siamo partiti facendoci raccontare le storie di questi ragazzi, poi le abbiamo reintrodotte nella comunità locale”. Meccanico, sarto, idraulico e pizzaiolo: lavori del tutto abituali per noi, conquiste per chi è arrivato dall’Africa con l’obiettivo di trovare una nuova vita.

“C’è chi al sua paese – prosegue Pirredda – stava diventando avvocato e adesso sogna di diventare un panettiere. L’obiettivo che ci siamo posti durante l’allestimento della mostra è quello di andare oltre il pregiudizio iniziale che accompagna queste situazioni”. Il Ceis, che tra le sue attività ha servizi educativi e di integrazione, nella mostra ha subito creduto, scegliendo di farla diventare itinerante con una serie di appuntamenti in via di definizione. Già certa una puntata l’estate prossima al Castello di Campo Ligure, un modo per integrare maggiormente i giovani nella comunità che li ha accolti. Un ponte lanciato da chi vuole andare oltre i luoghi comuni.

26/12/2016

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