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Economia e lavoro

Amag Ambiente, scoppia la guerra

La Cisl e la Uil contestano l'intervento di un membro del Cda di Amag Spa, oggi rappresentante del Comune di Acqui e in passato sindacalista della Cgil. Ma dietro spunta la campagna elettorale socialista di Felice Borgoglio
ALESSANDRIA - Una guerra intestina sindacale. E uno scontro politico, forse senza esclusione di colpi se le cose andranno avanti così. Non siamo a Palazzo Rosso, ma in casa Amag dove il caso scoppia con una comunicazione formale di Daniele Retini e Alessandro Porta, rispettivamente della Fit Cisl e Uiltrasporti che chiedono “chiarimenti in merito all’intervento del consigliere Stefano Cavanna, rappresentante del Comune di Acqui Terme e Comuni minori, che nell’ultimo consiglio di amministrazione di Amag Spa ha sollevato il problema di alcune promozioni e riconoscimenti economici proposti in Amag Ambiente, chiedendo nel contempo il blocco della procedura. Come è possibile che un consigliere nominato nel cda di Amag Spa possa intervenire nel merito di un’azienda assolutamente autonoma nella quale lui non riveste alcun ruolo, ancorché su argomenti di stretta pertinenza sindacale e figli di accordi fra la rsu (rappresentanza sindacale unitaria) e Amag Ambiente e sotto quale veste ha partecipato all’assemblea dei lavoratori richiesta dal sindaco che si è svolta il 20 marzo”?

Retini e Porta stigmatizzano l'atteggiamento, quindi scrivono: “Questo percorso doveva e deve rispettare i dettami del contratto nazionale di categoria e quindi deve essere supportato da un tavolo di concertazione che trova la sua esclusiva collocazione all’interno dell’azienda stessa con la presenza della rsu e delle segreterie, tavolo sul quale si sottoscrivono gli accordi e tavolo che è e deve essere assolutamente avulso da ingerenze esterne che danneggiano l’azienda e i lavoratori. Pensavamo che gli errori del passato avessero insegnato qualcosa, ma evidentemente quando ci si avvicina ad appuntamenti elettorali, tutti i buoni propositi si perdono a vantaggio di interessi che poco hanno da spartire con i diritti dei lavoratori”.

Quello che però suona strano è come due membri di segreterie confederali di categoria siano così al corrente, e in modo dettagliato, di quanto avvenuto nel recente consiglio di amministrazione della holding pubblica alessandrina. Evidentemente sono stati informati. Da chi? Qualcuno che ha interesse a fare sapere cose che possono innescare polemiche, prima sindacali e poi politiche. Stefano Cavanna, un recente passato sindacale nella Funzione pubblica Cgil, uscito poi dalla militanza diretta ha cercato una diversa collocazione, puntando al Cda di Amag prima provando con il centrosinistra, però poi finendo di trovare appoggi sul fronte opposto, visto che rappresenta un Comune come quello di Acqui Terme. Gli accordi in Amag Ambiente prevedevano una serie di premialità e riconoscimenti economici che ora appaiono in discussione. Ma se qualcuno spinge per rivedere le intese,c'è chi sta facendo il contrario e così, informati gli altri sindacati, scoppia il classico bottiglione. E la politica? Alessandro Porta ha le radici nel Psi, come altri dipendenti e referenti sindacali della Uil. Quel socialismo che fa capo a Felice Borgoglio, ispiratore del Quarto Polo – Patto per Alessandria che ha candidato a sindaco Oria Trifoglio e che da sempre contesta la scelte di Amag e di Palazzo Rosso, a partire dal teleriscaldamento. In mezzo c'è Mauro Bressan, amministratore delegato della holding, che oggi non sarebbe in particolare sintonia con il sindaco, Rita Rossa. Ecco perché una vicenda tutta interna e all'apparenza di interesse solo dei dipendenti di Amag Ambiente potrebbe causare effetti esterni sul fronte politico, ma anche sindacale visti i rapporti di forza e di tesseramento che segnano le differenze fra Cgil, Cisl e Uil.

 
25/03/2017

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