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Alessandria

Aral: niente stipendio, lavoratori in sciopero. Lunedì si chiude anche la gara d'affitto

Una giornata "chiave" quella di lunedì 9 luglio: da un lato la proclamazione di sciopero da parte dei dipendi di Aral con presidio in mattinata sotto la Prefettura dopo la comunicazione che "non arriveranno stipendi giugno e nemmeno quattordicesima". Dall'altro si chiude anche la gara d'affitto del ramo d'azienda: arriveranno offerte o bisognerà davvero valutare un "piano B" per salvare Aral? Senza Amag?
 ALESSANDRIA - Già per ottenere lo stipendio di maggio c'era stato un mezzo miracolo. Ora l'Aral ha comunicato ai suoi lavoratori che “non arriverà lo stipendio di giugno e nemmeno la quattordicesima mensilità”. Da qui la decisione insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di proclamare lo sciopero, che era “slittato” a data da destinarsi già lo scorso mese e che ora invece sembra l'unica arma in mano ai dipendenti per “farsi sentire”.

Ieri un incontro dell'assessore Paolo Borasio, per rassicurare i lavoratori convincendoli a “tenere duro” ancora una settimana. Che però – salvo cambiamenti in questi giorni prima del weekend – inizierà nella mattinata di lunedì 9 luglio con lo sciopero e il presidio dei dipendenti Aral sotto la Prefettura, “come strumento per mantenere viva l'attenzione non solo sulla crisi dell'azienda, ma anche sulle condizioni dei suoi dipendenti”. Che in tutta questa situazione di “stallo” di Aral devono fare i conti con i mezzi senza gasolio e con le sedi ormai “colme” di rifiuti. Il tutto senza che il loro lavoro venga retribuito per tempo.

Una data “chiave” quella di lunedì prossimo proprio per gli sviluppi che tutta la vicenda potrebbe avere: alle 12 si chiude anche la gara d'affitto di ramo d'azienda. E si vedrà chi davvero tra coloro che avevano richiesto la documentazione per la “manifestazione d'interesse” arriverà a mettere nero su bianco una offerta, una proposta formale. Sarà una tra queste tre: Torricelli, Benfante e Tecnosystem? Visto che salvo sorprese, Amag sembra aver fatto un passo indietro sulla possibilità di proporsi per l'affitto del ramo d'azienda, che significherebbe tra le tante cose, anticipare la spesa per la costruzione delle due nuove vasche della discarica di Solero, dovendo quindi mettere a disposizione una liquidità di 800 mila euro. Un “peso” difficile da sopportare per Amag Ambiente.
E anche Koster, insieme alle altre due grandi aziende creditrici di Aral (Solero Scarl e Euroimpresa), aveva già esplicitato la propria posizione “contraria” all'affitto, non vedendola come la “soluzione migliore” per salvare l'azienda e tutelare al meglio i creditori e i posti di lavoro di tutti.

Dalle tre “creditrici” era però arrivata una proposta alternativa, anche questa - nel corso delle settimane dopo diversi incontri anche con l'amministrazione di Palazzo Rosso e la stessa Aral – rivisitata, fino ad essere diventata “fattibile”. Sarà quindi questo il “piano B”? Con un concordato in continuità....che tiene forse un po' più fuori almeno all'inizio Amag....per farla rientrare nei giochi una volta che Aral ha ripreso le normali attività e quindi anche “le entrate” per pagare creditori? La partita è ancora aperta: oggi l'assessore incontrerà nuovamente Koster& Co. E lunedì in base a come chiuderà la gara (con o senza offerte) si potrà pensare a quale strada provare a percorrere.
5/07/2018

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