Valenza

"I dipendenti comunali sono la parte lesa. Serve piano di razionalizzazione, ma dal 2019"

A tornare sulla vicenda dei 400 mila euro da restituire secondo le osservazioni del Ministero da parte del Comune di Valenza sono i sindacati che confermano lo stato di agitazione dei dipendenti. Da qui la proposta all'amministrazione e al Prefetto: "il piano di rientro deve slittare di un anno e deve prevedere piano di risparmio, da diversi settori, non pesando solo sul fondo salario accessorio, cioč sulle buste paga dei lavoratori"
 LAVORO - “Siamo noi la parte lesa e ci costituiremo parte civile se necessario. Intanto stiamo sottoponendo la situazione ai nostri legali”. Prosegue lo stato di agitazione dei 170 dipendenti del Comune di Valenza come comunicato dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Csa) che sono tornati sulla vicenda dei 400 mila euro in dieci anni del fondo salario accessorio da restituire dopo le osservazioni del Ministero.

Un problema complesso “perché tutto nasce dal 2010 quando l'allora responsabile del settore finanziario del Comune aveva decurtato di una somma considerevole il fondo salario accessorio. E noi avevamo sollevato il timore che questo si sarebbe potuto ripercuotere sul futuro. Ma ci avevano rassicurato che era stato messo da parte questo denaro, per non doverlo poi restituire. Ed è successo invece esattamente il contrario” sono state le parole di Luca Righini della Uil che sta seguendo la vicenda insieme ad Alvaro Venturino della Cgil e a Sergio Melis della Cisl. I rilievi del MEF riguardano diverse voci dall'anno 2006 al 2013 e secondo le organizzazioni sindacali l'errore è stato fatto proprio nella costituzione del fondo: “non siamo stati coinvolti prima, nessun tavolo e con noi il dialogo è iniziato a cose decise”.

E ora sta succedendo di nuovo:
“hanno deciso per un piano di rientro di 40 mila euro per 10 anni, senza nemmeno interpellarci. Invece bisogna pensare ad un modo meno impattante sui lavoratori e sulle loro buste paga” hanno proseguito i tre sindacalisti. Che hanno avuto un confronto con l'amministrazione comunale di Valenza e il Prefetto venerdì scorso proprio per proporre una soluzione diversa, che la norma – considerata nella sua interezza – permette e che sarà resa nota al Ministero.

La proposta dei sindacati prevede lo slittamento di un anno, quindi non includendo il 2018 nel piano di rientro. “Questo perché almeno non si è a fine esercizio e poi perché per il 2018 ormai si parla di 'lavorato', cioè di prestazione lavorativa a tutti gli effetti. Ovvero la produttività – che insieme a voci come l'istituzione dell'alta professionalità o dello straordinario tra quelle contestate – non viene più data 'a pioggia', ma attraverso un piano delle 'performance', col raggiungimento di obiettivi scritti nero su bianco su delle 'pagelline' che ne convalidano il risultato raggiunto”. E poi c'è il fatto che questo errore non può pesare solo sui lavoratori, ma deve essere pesare in modo proporzionale. Anche sul Comune.

Per questo “serve un piano di razionalizzazione e riorganizzazione”. Che non è mai stato fatto in questi anni, come ricordato da Venturino. Un piano di risparmi che vanno dalla capacità di assunzione ai pensionamenti, fino alla riduzione di spese su luce, risme di carta o possibilità di reinternalizzare alcuni tipi di servizi. “Non toccando i servizi, ma prendendo anche da altri settori per andare a dirottare risorse sul fondo salario accessorio così da non bloccare per 10 anni le possibilità di progressione orizzontale ed eventuali modifiche contrattuali che ad oggi sono ferme e impossibili anche solo da prendere in considerazione con questo piano di rientro previsto dall'amministrazione comunale”. 15 mila euro circa la parte stabile del fondo: si potevano prevedere elementi finanziari aggiuntivi che avrebbero permesso di riprendere la progressione orizzontale. “Invece ora tutto quello in più finisce a copertura del debito, dei 40 mila euro l'anno”. Uno stop “che penalizza tanto i lavoratori nella progressione economica e professionale, quanto il Comune stesso che non può più fare progetti o azioni per un miglioramento dei servizi” sono state le parole di Melis.
7/05/2019
Giulia Boggian - giulia.boggian@alessandrianews.it