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Lavoro

Il “caso mense” non è ancora chiuso, i sindacati minacciano azioni legali

Il cambio di gestione del servizio mense di Alessandria e Valenza è discusso in sede regionale. La riunione è stata aggiornata. Secondo il sindacato di categoria Uil ai singoli dipendenti, contattati dalle nuove aziende,vengono proposti “contratti peggiorativi”. E annuncia: “agiremo senza ulteriori avvisi nelle sedi giudiziarie competenti
LAVORO – Il “caso mense” ad Alessandria e Valenza non è ancora chiuso. Il mancato accordo tra le due cooperative subentrate ad Aristor e i sindacati è stato oggetto di una riunione in Regione che, però, è stata riaggiornato, vista la complessità della vicenda.
Secondo i sindacati, “nel cambio di gestione del servizio di ristorazione scolastica relativo alle scuole dell’obbligo e del preobbligo dei comuni di Alessandria e Valenza, sono state totalmente disattese le norme contrattuali relative alle procedure necessarie al confronto sindacale, nonché le norme che tutelano le condizioni acquisite dalle lavoratrici e dai lavoratori impiegati nello svolgimento di questo servizio”.
Ai dipendenti ex Aristor e a quelli delle altre cooperative di servizio (trasporto e confezionamento) era stato prospettato un taglio di ore lavorative che si sarebbe riflesso in un minor stipendio. Inoltre, una parte dei lavoratori sarebbe stata assorbita da una società terza e non direttamente dalle due ditte risultate vincitrici della gara, la “Solidarietà e Lavoro” ad Alessandria, “Vivenda” a Valenza.
Secono Maura Settimo, Segretario UilTucs Alessandria, non sono stati rispettati gli accordi: “La Uiltucs già dallo scorso 5 settembre ha dato ancora una volta la sua disponibilità per trovare una soluzione della controversia in sede sindacale, a patto come sostenuto fin dall’inizio, che venissero rispettate le condizioni economiche e normative dei lavoratori. Però non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalle aziende e non ci è stato concesso un incontro, segno inequivocabile di voler bypassare le norme contrattuali vigenti”.
In vista dell'avvio del servizio, da lunedì 24 settembre, le due cooperative starebbero contattando in questi giorni alcuni lavoratori. Ma, vengono loro prospettati “contratti individuali di lavoro in peius (ossia peggiorativi) rispetto a quelli precedenti. Quanto detto viene posto come condizione 'prendere o lasciare' e quindi necessaria per proseguire il rapporto di lavoro nel servizio in questione alle dipendenze alle aziende subentranti”.
“Ricordiamo – spiega Maura Settimo - che la natura giuridica del cambio di gestione prevede la continuità del rapporto di lavoro dei lavoratori interessati al passaggio di azienda. Pertanto la sottoscrizione di un contratto di lavoro in peius si configura come una variazione contrattuale nulla qualora non eseguita in sede sindacale”.
La UilTucs dichiara pertanto che "qualora non intervenga una normalizzazione dei comportamenti aziendali consistenti nel rispetto delle norme contrattuali e di legge. Per questo la UilTucs agirà senza ulteriori avvisi nelle sedi giudiziarie competenti sia in proprio che nell’assistere i singoli lavoratori nel ripristino dei loro diritti.
11/09/2018

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