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Novi LIgure

"Non fate gli indiani": le tute blu di Ilva e Marcegaglia si fanno sentire

Fumogeni, petardi, fischietti, tamburi, striscioni e bandiere: i lavoratori di Ilva e Marcegaglia ce l'hanno messa tutta per farsi sentire dalla città di Novi Ligure. E soprattutto da Roma, dove si dovrà discutere il loro futuro. "Non fate gli indiani", chiedono gli operai. Già, perché i primi passi di Am InvestCo non sono stati dei più rassicuranti
NOVI LIGURE – Fumogeni, petardi, fischietti, tamburi, striscioni e bandiere: i lavoratori di Ilva e Marcegaglia ce l’hanno messa tutta per farsi sentire dalla città di Novi Ligure. E soprattutto da Roma, dove si dovrà discutere il loro futuro. «Non fate gli indiani», chiedevano gli operai con uno striscione. Già, perché i primi passi di Am InvestCo – la società ora proprietaria di Ilva e composta all’85 per cento dagli indiani di Arcelor Mittal e al 15 per cento dagli italiani di Marcegaglia – non sono stati dei più rassicuranti, per usare un eufemismo.

Dipendenti licenziati e poi riassunti con stipendio più basso e minori garanzie e oltre 4 mila esuberi: queste le prime mosse che Am InvestCo ha cercato di fare, bloccate però dallo stop imposto dal ministro Carlo Calenda. Le trattative dovrebbero ripartire a breve, ma i sindacati vogliono mandare un messaggio netto al governo e ai neo proprietari di Ilva: «Non condivideremo mai alcuna piattaforma che preveda esuberi», ha gridato Mirco Rota della Fiom nazionale dal palco allestito ai giardini di viale Saffi, di fronte ad alcune centinaia di tute blu (300 secondo le forze dell’ordine).

«Intendiamo discutere stabilimento per stabilimento – ha detto Rota – Aprire un confronto sulle prospettive di sviluppo, i carichi di lavoro, i livelli occupazionali. Non accetteremo esuberi a pioggia e organizzeremo scioperi in tutte le fabbriche del gruppo Ilva». A Novi sono stati i primi a scendere in strada e l’adesione allo sciopero è stata pressoché totale (terminerà stasera alle dieci).

«Dalla nostra parte abbiamo anche le istituzioni», ha detto il sindacalista della Fiom, ricordando la presenza alla manifestazione di numerosi esponenti politici locali, dei parlamentari Daniele Borioli e Federico Fornaro, e dei sindaci di Pozzolo Formigaro Domenico Miloscio e di Novi Ligure Rocchino Muliere. Il primo cittadino novese ha marciato in testa al corteo con i metalmeccanici: «Per l’economia cittadina il futuro dell’Ilva è vitale e amministrazione comunale è al fianco dei lavoratori», ha detto Muliere.

Con i lavoratori di Ilva c’erano anche i colleghi dello stabilimento Marcegaglia Buildtech di Pozzolo Formigaro, in sciopero per chiedere maggiore sicurezza in fabbrica. «Marcegaglia non è interessata a fare investimenti e in tutti i suoi siti produttivi ci sono problemi evidenti sul fronte della sicurezza – ha ricordato Rota – Non vorremmo che gli stessi standard fossero applicati anche in Ilva». Sul palco si sono succeduti anche gli interventi di Andrea Bernuzzi (Fiom-Cgil), Aldo Gregori (Uil) e Salvatore Pafumi (Fim-Cisl).
19/10/2017

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