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Acqui Terme

Terme: scaduti 15 contratti a termine, la UilTucs chiede un incontro

Sono 15 i lavoratori delle Terme si Acqui ad aver visto cessare il proprio contratto di lavoro. Ora la UilTucs chiede un impegno da parte della nuova società che ha rilevato le terme per un incontro e per prospettare possibili soluzioni. Chiede che ad intervenire ora sia anche l'amministrazione comunale...
 ACQUI TERME - "Si sono rivolti presso i nostri uffici le lavoratrici e i lavoratori operanti con contratto a temine presso lo stabilimento termale di Acqui Terme, il cui contratto è cessato nelle scorse settimane. Stiamo parlando di 15 lavoratori fino ad ora impegnati già da anni nei diversi reparti, ma sempre e comunque precari" spiega Maura Settimo della UilTucs.

In un momento particolare, che ha visto un cambio nella società che da sempre gestisce un importante patrimonio della nostra Provincia," ci troviamo a dover gestire un’ondata di cessazioni di rapporti di lavoro nel più assoluto silenzio generale. A questo si aggiunge il disagio di chi è rimasto a gestire una mole di lavoro elevata e di chi, come cliente, non trova un servizio ottimale".

La UilTucs, con una lettera, si fa portavoce di questi lavoratori al momento privi di tutele: ha chiesto più volte un incontro con TERME di Acqui SPA al fine di valutare tutte le possibili strade da intraprendere per garantire un percorso condiviso su temi riguardanti proprio l’utilizzo dei contratti a termine, l’organizzazione del lavoro, la gestione delle mansioni, i carichi di lavoro e la sicurezza (applicazione legge 81).

Solo pochi giorni fa, in sede di incontro riguardante il Gran Hotel Terme, "abbiamo ribadito la necessita di incontrare la nuova proprietà. Abbiamo chiesto a gran voce un cambio di passo, una disponibilità concreta ad affrontare, con chi rappresenta gli interessi dei lavoratori, problematiche ormai incancrenite e situazioni che danneggiano i lavoratori stessi, gli interessi economici delle Terme e di un’intera comunità".

Maura settimo prosegue: "I lavoratori e le lavoratrici che hanno visto il loro contratto cessare ora si sentono esclusi e con un futuro ancora più incentro rispetto al passato. Non si sono sentiti coinvolti in quel processo di rinnovamento che da tanto si aspetta. Si ha la sensazione che, proprio chi ha portato avanti in questi anni la gestione delle terme con il proprio lavoro, ora venga escluso.
Inoltre, come ogni anno, resta sempre l’incognita della chiusura dello stabilimento termale per il mese di gennaio con i conseguenti aspetti da definire come l’eventuale rotazione delle ferie, ecc…"

Il sindacato ritiene ormai necessario anche un coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale che in questa vicenda ha la doppia funzione di Socio Aziendale e di tutela dei valori di una comunità."Con questa lettera - conclude la Settimo - si ribadisce la necessità di un incontro urgente per tutti i lavoratori e le lavoratrici delle TERME di Acqui SPA, per tutti i cittadini di Acqui e della provincia di Alessandria che meritano trasparenza e risposte".
17/11/2016

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