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Alessandria

Trasporti, corsa a tre per la 'vecchia' Atm?

Domani scade il termine per presentare ad Amag Mobilità le offerte da parte delle aziende che hanno manifestato interesse le gara che vale oltre quattro milioni e settecentomila euro. Sindacati sul piede di guerra, mentre la politica...
ALESSANDRIA - Trasporto pubblico ad Alessandria, domani è il giorno che segna il primo giro di boa. Il 15 marzo è infatti l'ultima scadenza per presentare le offerte da parte delle aziende che hanno manifestato interesse le gara. La formalizzazione deve avvenire per consentire di preparare l'appuntamento del 28 marzo, quando arriverà il giorno della gara che vale oltre quattro milioni e settecentomila euro, cui si deve aggiungere un ulteriore investimento minimo per mezzo milione di euro. Le prime manifestazioni di interesse sono state manifestare da Line di Pavia, Bus company di Saluzzo, Arfea di Alessandria, Gtt di Torino, Tper dell’Emilia Romagna (società a totale controllo pubblico, opera storicamente nelle province di Bologna e Ferrara e ha progressivamente espanso le acquisizioni societarie in aziende di trasporto di Rimini, Reggio Emilia, Modena e Piacenza) e Busitalia, società controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato che ha avviato una campagna di espansione nel settore del trasporto su gomma. Occhi puntati così in casa di Amag Ambiente, la società che attualmente gestisce, fino a fine mese, il ramo d’azienda dell'Atm, in liquidazione, per la gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Intanto dal Gruppo Amag, holding cui fanno capo le società dei servizi pubblici acqua, gas, rifiuti e trasporti, non trapelano indiscrezioni, salvo la possibilità che le offerte siano tre. E a questo punto appare probabile che possano restare sul campo solo quelle delle società più grandi (ma con un quadro economico-finanziario differenziato, con Gtt in discreto affanno, mentre gli emiliani e Busitalia più attrezzati per gestire uno scenario alquanto complicato, se non disastrato, come quello del trasporto alessandrino).

Cosa succederà allora? Chi vincerà potrà fare una alleanza con Amag, oppure rilevare in modo autonomo la 'vecchia' Atm. L'unica certezza, per ora, è che il 28 marzo i dipendenti dell'azienda di trasporto tornano in capo alla fallita Atm per avviare il passaggio, attraverso accordi individuali, alla nuova società. Il meccanismo è identico a quello seguito per il trasferimento dei lavoratori dall'Amiu ad Amag Ambiente, con il tfr (trattamento di fine rapporto) che resta ancora nella vecchia azienda e la ridefinizione della contrattualizzazione di secondo livello. E senza dimenticare che la dotazione organica la decide la nuova proprietà. Le garanzie sull'occupazione assicurate da Amag e Comune di Alessandria a quel punto sono finite.

Ecco perché nelle ultime settimane è aumentata anche la fibrillazione sindacale, con l'annunciato sciopero per il 20 marzo e le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil che giudicano “inaccettabile qualsiasi ipotesi di taglio degli organici” e richiamano il Comune e “tutte le parti in causa” a “provvedere quanto prima a un piano volto a ridare dignità ed efficienza al servizio di trasporto pubblico locale e contemporaneamente formulare ipotesi di ristrutturazione aziendale che non prevedano tagli di personale”. L'ultimo intervento arriva dalla rsu (rappresentanza sindacale unitaria) del Comune che con la Fp Cgil ribadisce che “nessun esubero deve rischiare di diventare mobilità, cassa integrazione o licenziamento”. I sindacati chiediamo “ricollocazioni adeguate che consentano a tutti i lavoratori e alle lavoratrici di non perdere lavoro e reddito. Ricordiamo che per ogni lavoratore licenziato la nostra città perde pezzi di quell'economia che è il suo cuore pulsante: servizi e commercio”. E Alessandro Porta della Uil, rilancia un altro impegno che viene giudicato imprescindibile: “Fare inserire la clausola sociale, come già avvenuto in passato nella vicenda Amiu”. Quella delle organizzazioni di categoria è l'unica voce più o meno compatta, mentre c'è da registrare l'ennesimo silenzio delle segreterie confederali che negli anni scorsi erano sempre state in prima linea. La gara per il trasporto pubblico non è che un elemento del puzzle che vede da un lato il Gruppo Amag e dall'altro le decisioni strategiche del socio di maggioranza, il Comune di Alessandria, ma le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil paiono lontane dalla stagione del protagonismo che ha contraddistinto la stagione di Silvana Tiberti (Cgil), Alessio Ferraris (Cisl) e Aldo Gregori (Uil), con quest'ultimo che è rimasto il solo a incarnare il ricordo di quel periodo.

Ovviamente la materia è al centro della campagna elettorale, con un fuoco di sbarramento rispetto a ogni ipotesi di privatizzazione che arriva dai partiti e dai movimenti della sinistra, ma con anche il 'Quarto polo' di Oria Trifoglio candidata a sindaco e Felice Borgoglio, regista dell'operazione, che sulle scelte dell'Amag (e quindi del socio di maggioranza) manifesta profonde riserve, se non contrarietà a tutti gli effetti. “Siamo contrari ad alcune operazioni decise dal gruppo – sono parole di Borgoglio – come quella del teleriscaldamento che di fatto è una operazione di privatizzazione”.
14/03/2017

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