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Opinioni

Il Dilemma dell'Innovatore

...ovvero perchè la Rete ha cambiato la politica italiana
OPINIONI - La storia recente della discografia così come la storia recente della fotografia rivelano uno dei tratti fondamentali dei nostri tempi: l'evidenza che, a seguito dell'introduzione di una nuova tecnologia che cambia radicalmente il comportamento delle persone, quasi mai è il leader del settore che cavalca questo cambiamento, ma quasi sempre è una nuova tipologia di soggetto che entra nel mercato da esperienze completamente differenti e conquista la leadership mutandone la natura e influenzandone i successivi sviluppi: è accaduto con Apple che, in entrambi i casi, ha sbaragliato le case discografiche e i produttori di macchine fotografiche analogiche o di pellicole fotografiche come Kodak.

Si tratta del "Dilemma dell'Innovatore", una legge scoperta da Clayton Christensen che gli accadimenti della politica italiana hanno dimostrato essere vera non solo nel business, ma anche nei fenomeni sociali quando questi sono correlato allo sviluppo della tecnologia.

Una volta che la diffusione della Rete e dei social media ha accostato altri media - la stampa, le piazze - ed una volta che le elite hanno cominciato ad utilizzarli, i soggetti politici tradizionali - esponenti politici o intere organizzazioni - hanno sofferto sempre più il loro emergere lasciando spazio libero a nuovi leader e nuovi movimenti.

Questo accade non perché i cambiamenti non siano visibili, ma perché richiedono sensibilità e competenze che non è facile sviluppare perché significherebbe mettere in discussione il modello di relazione costruito nel corso degli anni. Comprensibilmente generano diffidenza, chiusura e ostilità come testimoniato dalla richiesta del Segretario del PD Pierluigi Bersani che ha chiesto ai propri parlamentari di spegnere smartphone e tablet durante l'elezione del Presidente della Repubblica.

Questi cambiamenti sorprendono così come sono stati sorprendenti i risultati degli quesiti referendari ed ancor più delle recenti Politiche per terminare con la protesta sui social media che ha portato alla bocciatura della proposta Marini.

La discografia, la fotografia e la politica non possono però semplicemente sperare che passi la nottata: questo cambiamento è definitivo e non può che essere accettato e internalizzato dai leader, dai partiti e dalle organizzazioni politiche trovando la loro strada per non percepirlo come un nemico, ma come un nuovo modo per comunicare ed ancor più per creare forme di ascolto, relazione e partecipazione con attivisti ed elettori.
Andrea è un formatore alessandrino ed è socio fondatore di The Vortex [www.thevortex.it] società di formazione coautrice del testo insieme alla giornalista Paola Giudiceandrea.
"Fare politica digitale" è un manuale pensato per aiutare a comprendere come il digitale possa essere utilizzato al meglio in politica e nella vita civile del nostro territorio grazie all'osservazione del suo uso nelle campagne elettorali italiane ed internazionali.

 
30/04/2013

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