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Alessandria

Vladimir Luxuria si arrabbia per la satira 'alessandrina'

Nello staff di Fotografie Segnanti, uno dei gruppi Facebook più amati, c'è anche un alessandrino, che sulla vicenda commenta senza preoccupazioni: "La satira colpisce tutti, e poi il gioco di parole non è offensivo"
ALESSANDRIA - Prima o poi doveva capitare ad un gruppone satirico da 700 mila like in cui si ironizza su tutto e su tutti con l’arma dell’equivoco e del doppio senso in un mix tra immagini e battute. Fotografie Segnanti, social-cult già vincitrice dell’Internet Award ‘Macchianera’ è finito sulle pagine dei giornali non per i commenti taglienti, ma perché una ‘vittima’ VIP se l’è presa male per un post contro. Ma proprio male. 

Vladimir Luxuria non ha gradito l’accostamento all’opera di Primo Levi, “Se questo è un uomo”. La didascalia sotto la copertina con la foto dell’ex deputata recitava così: “'Se questo è un uomo' di Primo Levi è ancora un'opera molto apprezzata dai lettori per la capacità di creare un forte trasporto emotivo”.

Subito via social Luxuria ha risposto: “Scopro adesso la volgarità e le battute di chi scrive e di chi commenta questa pagina di Facebook “Fotografie segnanti”: non è solo un’offesa a me (ci sono abituata) ma è la presa in giro di un libro che parla di lager (dove ci finivano anche gli omosessuali). Sí, mi sento molto più uomo di questa pletora di gente che odia e che fa battute che definiscono molto di più chi le fa che chi le riceve”

A respingere al mittente le accuse è Cristian Lombardi, alessandrino dello staff di Fotografie Segnanti: “La storia la conoscimao bene”, aggiunge al già lungo post-pippone di risposta, “La nostra satira colpisce a 360 gradi e ovviamente cerchiamo di non offendere nessuno. Il gioco di parole è riferito solo al titolo, non al contenuto del libro. Non abbiamo nulla per cui scusarci”, conclude, sibilando che forse il già Vladimiro Guadagno fosse in cerca di notorietà. Fotografie Segnanti parla ufficialmente di “immotivato polverone mediatico”  che la Signora ha decontestualizzato in modo sbagliato.

“È stato semplicemente fatto un gioco di parole che avrebbe capito un bambino delle elementari, innocente e non contaminato dalla inutile decontestualizzazione fuorviante. Può essere persino un post NON ben fatto come tanti, ma a nessuno permettiamo di farci passare per omofobi né per infangatori della storia”. Fotografie Segnanti chiosa: “E’ una pretestuosa polemica tornacontistica. Per noi il discorso finisce qui”.

Sono cinque i social social dissacratori che gestiscono la pagina, ma nel gruppo chiuso in cui ci si scambia idee e si inviano spunti satirici è composto da 17 mila utenti. “Sono però un centinaio quelli più attivi”.

6/12/2018

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