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Lettere

Politica di cittadini, una volta i partiti erano garanzia di idee

Il pesce d'aprile di un 'nostro' nuovo candidato sindaco dà lo spunto al primo cittadino d Lu di interrogarsi sul ruolo della politica e soprattutto dei partiti, oggi: "E' una politica di storie individuali senza partiti, che erano garanzia di collettivizzazione delle istanze".
Caro Direttore,

La notizia della tua candidatura mi ha sicuramente colpito: pungente pesce d’aprile che dà più di altri il senso di una stagione della nostra città che ancor più di altri momenti vede l’attenzione sociale rivolta alle elezioni.
Il moltiplicarsi di candidature che ha caratterizzato l’ultimo periodo ci riporta un quadro di una comunità in cui si sono rotti i confini di un ordinato e ordinario bi- o tripolarismo a favore di una pluralità di storie e traiettorie.

Brindare all’alba di una nuova stagione di “civismo” credo sarebbe fuorviante. È la parola stessa che non aiuta a capire cosa si sta avvicinando perché nelle candidature oggi in campo non si può semplicemente leggere un semplice amore per la propria città o territorio. Quello che appare più evidente è il tramontare della supremazia dei partiti come strumento di organizzazione degli stimoli, delle istanze della società in forma politica. È venuto anche meno l’ultimo indugio che vedeva proprio nei partiti il necessario compagno di viaggio attraverso cui organizzare le forme di rappresentanza. Scarnificandosi progressivamente le strutture figlie della prima Repubblica, sono rimasti sempre più le donne e gli uomini, le personalità che si muovono a cavaliere tra istituzioni e tensione cittadini. È una politica di donne e uomini, di storie individuali che si intrecciano senza più il rassicurante paravento del contenitore-partito, garanzia, almeno nominalmente, di collettivizzazione delle istanze.

Una politica nuova-vecchia, o vecchia-nuova quindi, che chiama mai come oggi i singoli candidati al governo della collettività a fare un salto qualitativo, a diventale loro stessi, in mancanza di forti e solidi partiti, agenti di sintesi delle individualità nella creazione di disegni collettivi. Questo diventa imperativo se non si vuole vedere all’alba di giugno una competizione unicamente incentrata sulla morale del “mi piace” e del “mi può essere utile” o, più semplicemente, dell’individualismo individuale incapace di essere motore di progresso collettivo.

La lunga-corta partita che ci conduce a giugno sta entrando nel vivo. Voglio sperare che da questi tre mesi che verranno ne sorgerà una comunità più unita, in cui il giro elettorale con tutte le sue frenesia sia riuscita a riallacciare assieme il grande mosaico della nostra città.

 
2/04/2017
Michele F. Fontefrancesco - redazione@alessandrianews.it

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