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Viaggi

Che budget serve per viaggiare alla scoperta del mondo?

Dato che in tanti ci avete chiesto chi paga il viaggio che stiamo affrontando, abbiamo deciso di scrivere questo articolo per spiegarvi un po’ come ci gestiamo le spese e soprattutto come guadagniamo i soldi per viaggiare.
ALESSANDRIA - Dopo il primo articolo sulla nostra storia, a molti è venuta la curiosità di capire come è possibile viaggiare per il mondo spendendo relativamente poco. Ecco la nostra risposta!

Quindi chi paga? Lo sanno tutti che Eli gestisce un traffico di organi minorili sfruttati dall’olio di palma e che io spaccio metanfetamine agli stupratori di scie chimiche antivax. Ma come hobby abbiamo anche noi quello di lavorare, come tanti di voi.
 
Ovviamente siamo alleggeriti dal non avere un affitto da pagare, una macchina o una famiglia da mantenere. Non andiamo in discoteca, cuciniamo tutti i pasti che mangiamo e ci priviamo di molti comfort a cui normalmente eravamo abituati. Abbiamo deciso di investire i nostri soldi in tenda e sacco a pelo, in autobus e ostelli, in parchi regionali ed infiniti paesaggi. Abbiamo scelto il tempo e la libertà che da esso ne deriva, senza mai risparmiare su spese per sfamare altri viaggiatori, sull’elemosina per strada o sull’offrire birrette o cene all’italiana a nuovi amici.

Spesso quando raccontiamo il nostro progetto la prima cosa che ci viene chiesta è: ma i soldi?
Un po’ ci rimaniamo male, perché questo ci fa riflettere su come la nostra società ci abbia logorato il cervello, facendoci sempre pensare che senza denaro non si possa fare nulla.
È un po’ triste perché quando noi raccontiamo la nostra storia, ci mettiamo tutto il cuore, la pelle si arriccia e siamo pieni di gioia per il progetto di vita alternativo che ci siamo scelti. Dietro ci sono molti sacrifici,
emozioni enormi, incontri continui e imprevisti ad ogni angolo.
Dietro c’è una famiglia e ci sono amici che vediamo solo attraverso un telefono e ci sono legami, che con la distanza purtroppo si affievoliscono. Spesso tutto questo non viene nemmeno preso in considerazione dai
nostri interlocutori, perché il loro primo pensiero sono i nostri fondi.
Allora, anche se non è il nostro tema preferito, è il momento di parlare di budget, di come si può
organizzare un viaggio del genere e di quanti fiorini avrete bisogno.

Regola numero 1: RISPARMIO pre-partenza.
Qualche soldo da parte vi serve per forza per partire, almeno abbastanza per comprare un biglietto aereo e sopravvivere qualche settimana.
Noi abbiamo passato i due anni precedenti al viaggio a risparmiare su tutto, spendendo solo per sopravvivere e viaggiare quando era possibile. Io, Luca, ho lavorato due anni come enologo in una cantina di Nizza e Elisa finita l’università ha trovato lavoro in un laboratorio di analisi enologiche e alimentari.
Abbiamo iniziato per gioco a non spendere le monete e metterle in un salvadanaio, arrivando alla partenza ad avere 2000 euro solo in monete. Queste, più altri soldi messi via con il tempo, ci portano ad avere 10000
euro il giorno della partenza, molto più del previsto.
Il piano era comprare una macchina, costruirci un letto dentro e viaggiare per 5 mesi fino in California, per fermarsi a lavorare come enologi in una cantina in Sonoma Valley prima di ripartire. Comprata la macchina
(2700 + 700 di assicurazione e registrazione) e viaggiati 5 mesi tra Canada e USA, arriviamo in California con ancora tre mila euro.

Regola numero 2: LAVORARE viaggiando

Le opportunità lavorative all’estero sono moltissime. Negli Stati Uniti, per esempio, molte imprese o attività
cercano manodopera. Pizzaioli, costruttori, camerieri, lavapiatti, giardinieri e raccoglitori di frutta sono solo alcuni dei lavori che amici viaggiatori utilizzano per pagarsi i mesi di strada.
In questo periodo di viaggio ci sono capitate davanti offerte assurde, come la raccolta della marijuana in California, raccolta ciliegie in Canada o la gestione di un’azienda di cioccolato in Guatemala. Abbiamo avuto la fortuna di poter rifiutare dato che un lavoro già lo avevamo, ma ci tranquillizza sapere che le opportunità siano così tante.
Grazie al mio curriculum come enologo e alla laurea in tecnologie alimentari e all’esperienza in laboratorio di Eli, siamo riusciti a trovare lavoro (in seguito a lunghe compilazioni di documenti e interviste via skype) qualche mese prima della partenza.
Abbiamo lavorato per tre mesi in cantina, facendo (e bevendo) vino per 10/12 ore al giorno tutti i giorni, imparando cose nuove, migliorando il nostro inglese e entrando in contatto con una realtà lavorativa completamente diversa da quelle a cui eravamo abituati. Abbiamo condiviso questi mesi con un gruppo di ragazzi fantastici, nuovi fratelli e sorelle ora sparsi nel mondo.
I visti per lavorare ci sono costati 3000 dollari in due, ma a fine vendemmia i nostri stipendi hanno raggiunto circa 11500 dollari a testa, portandoci ad avere 19000 mila dollari di guadagno netto.
Durante la vendemmia abbiamo dormito prima da un amico e poi in un cortile di una famiglia californiana dentro un Caravan scassato, senza pagare l’affitto e riuscendo a risparmiare ulteriormente (ripagandoli
dell’ospitalità con cene e lavoretti in casa e in giardino nel tempo libero).

Regola numero 3: RISPARMIO (in viaggio)

Il segreto è sempre quello, risparmiare anche mentre si cerca di raggiungere la destinazione. Se si riesce a far bene, non dovrete lavorare un granché.
1) Lavoro in cambio di vitto e alloggio.
Workaway è una piattaforma che permette di lavorare per qualche ora al giorno (da 4 a 6 ore per 5 o 6 giorni a settimana) in cambio di vitto e alloggio. Alla piattaforma sono iscritte diverse attività familiari, agricole, molti ostelli e anche normali famiglie che hanno bisogno di aiuto in casa o in giardino. Il workaway è un’esperienza interessante e che consigliamo a tutti di provare, non solo perché permette di risparmiare molto, ma soprattutto perché grazie a un contatto così ravvicinato
e continuo con famiglie o abitanti del luogo, si riesce a conoscere a fondo la tradizione del posto.
Personalmente le nostre esperienze sono state tutte positive. Altre piattaforme simili sono: Help X e WWOOF.

Grazie a workaway abbiamo lavorato per due settimane in un’azienda familiare in Quebec che produce erbe officinali, tisane, cosmetici naturali e spezie utilizzando la permacultura. Alternavamo pomeriggi in mezzo alla natura, a serate giochi da tavolo con la famiglia ospitante. L’esperienza è
emozionante oltre che formativa. Abbiamo imparato moltissimo sulla permacultura e allo stesso tempo ci siamo goduti un paio di settimane in “famiglia”, abbracciati dal calore di piccoli fratelli e dall’amore quasi materno di Thierry e Melissà.
Sempre grazie a Workaway siamo stati ospitati da Sean, professore di filosofia di Montreal che
aveva bisogno di alcuni lavori in giardino nel suo cottage sul Lac Noir. Qualche ora di lavoro con vista, intermezzata da pause spuntino preparate da Sean, pesca in barca e, dopo il barbecue, stimolanti conversazioni di politica, differenze culturali e profonde analisi personali con il nostro amato professore.

2) Dormire in macchina
Il nostro secondo punto di forza salva-budget è stato l’acquisto della nostra “Baracca”, la Subaru Outback del 2006 che abbiamo comprato in New Hampshire per poi camperizzarla passo dopo
passo e costruirci una vera e propria casa.
Ecco il video della camperizzazione! 

Portavamo con noi un comodo letto, un piccolo frigo, un tavolo con due sedie, doppio fornello a gas, tanica d’acqua, doccia, canna da pesca e pure due vasi con spezie miste, per cucinare.
Avevamo tutto ciò che ci serviva per essere autonomi e perderci nella natura per giorni.
Viaggiare con la Baracca ci ha permesso di non spendere un singolo euro per dormire per i primi quattro mesi e mezzo di viaggio.
Abbiamo pagato la macchina 2700 $ in New Hampshire con 260 mila km e con un paio di centinaia di euro abbiamo comprato tutta l’attrezzatura per camperizzarla e per poterci vivere dentro.
(Siamo riusciti poi a rivenderla in California dopo 24000 km per 3200 $, quindi ci abbiamo pure ripagato la camperizzazione e parte dell’assicurazione).

Viaggiare in macchina non è di certo uno stile di vita che potrebbe piacere a tutti: gli spazi sono molto ristretti, gli oggetti che si portano sono quelli essenziali per vivere e muoversi e bisogna sapersi di certo adattare alle scomodità, ma con il tempo si inizia ad amare anche quelle.
Vivere in macchina ci ha permesso di essere liberi, di svegliarci al mattino e decidere dove andare. Ci ha dato la possibilità di conoscere luoghi che altrimenti non avremmo mai visto, facendoci perdere per parchi naturali e lasciandoci in compagnia di altri viaggiatori su ruote. A chiacchierare di fianco a un fuoco, con due trote sulla griglia e una birra fresca in mano.
Noi personalmente ci siamo totalmente innamorati di questo modo di viaggiare che oltre a farci risparmiare ci ha permesso di trovarci per svariati periodi da soli e completamente immersi nella
natura, per farci riscoprire quanto poco basti per essere felici.

3) Altra piattaforma amica dei viaggiatori? Couchsurfing: dormire su un divano non è mai stato così comodo.
Il couchsurfing è una piattaforma fatta da persone che mettono a disposizione dei viaggiatori il proprio divano, che la maggior parte delle volte si dimostra essere un letto molto comodo (e qualche volta un pavimento).
Grazie allo spirito di condivisione, che vince ancora sull’egoismo e il timore dei più, molte persone aiutano nomadi folli come noi, pieni di voglia di scambiarsi racconti di viaggio, ricette e soprattutto risate. Materassi gonfiabili a Manhattan, 2 letti matrimoniali a Santa Barbara e una stanza privata a Coban in Guatemala, sono solo alcuni dei posti dove abbiamo dormito gratuitamente e dove, soprattutto, abbiamo conosciuto gente unica.
Altre piattaforme simili: Trustroots e Warm Showers.

4) Quarto e ultimo punto di forza? La nostra amata tenda. 1,2 kg di peso vale la pena portarseli dietro se considerate che vi permettono di soggiornare (spesso gratuitamente o comunque per prezzi
molto bassi) nelle migliori spiagge deserte, negli angoli più selvaggi della giungla, in cima a vulcani e nei paesaggi più incredibili che la natura ha da offrirci.

Eccovi svelati tutti i nostri segreti, le nostre scelte di vita e parte delle nostre abitudini, ora passiamo ai numeri.

Ci eravamo prefissati di spendere 800 euro in 2 al mese, compresi di tutto. In Nord America, essendo la vita molto costosa, abbiamo superato un po’ il budget. Con il Messico e il Guatemala i conti si stanno
ribilanciando, portando ad una media di 1050 euro in due al mese, che dovrebbe raggiungere i 900 a fine viaggio. Quindi per 16 mesi di viaggio dovremmo spendere sui 14/18 mila euro.
Calcolatrice alla mano: 19000 mila dollari guadagnati in California, che corrispondo a circa 16 mila e 500 euro, sono tutte le nostre entrate. Circa 1000 euro mensili di spese x 16 mesi, fa 16000 euro, che sono le nostre uscite. La conclusione è: con 3 mesi di lavoro ci siamo pagati un anno e 4 mesi di viaggio, niente
male
In tanti posti in Italia il nostro Budget mensile basterebbe a mala pena a coprire le spese di affitto e di bollette. (Facendo infatti due calcoli, spendevamo di più vivendo fuori casa negli anni universitari rispetto
ad ora).

Probabilmente vi sembrerà poco quello che spendiamo in 2 in un mese, ma per noi resta comunque troppo, perché ogni tanto qualche sfizio ce lo togliamo (principalmente qualche gallone di birra qua e là e qualche
delizioso piatto tipico). Conosciamo persone che viaggiano con molto meno, come il nostro amico Antonio di Guida (ora in Equador in bici, viaggia con circa 3/5 euro al giorno, cercatelo su Facebook!) e tanti altri come lui, che hanno scelto i sogni e la libertà sopra tutto.

Ovviamente questo modo di vivere non sarà adatto ad ognuno di voi. Non tutti sono disposti a stare lontani dalle comodità e a condurre una vita così dinamica, ma sappiamo che là fuori ci sono altre anime un po’ pazze alla ricerca della libertà. Fratelli e sorelle che vogliono uscire dagli schemi, che condivideranno le
nostre scelte e saranno felici di sapere che se si vuole, anche con poco, tutto si può fare.

Ci teniamo a farvi riflettere però su una cosa: non sono e mai saranno i soldi a riempire il nostro essere, a farci sentire vivi e soddisfatti di noi stessi e della nostra vita. Saranno bensì tutti i ricordi delle persone che abbiamo scelto come compagni di viaggio, di luoghi che ci hanno incantato e soprattutto dei sentimenti
puri e irrazionali a loro collegati. Per tutto questo non bisogna essere ricchi, almeno non nel portafoglio.

Hakunamata amici alessandrini, vi aspettiamo per il prossimo racconto sui primi passi in terra americana.
Che la vita possa sempre sorridervi e che voi possiate sempre far sorridere chi ne fa parte.
 
Continuate a seguirci! 
4/03/2019

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