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Alessandria

Dibattito sul carcere: da abolire o da umanizzare?

Giovedì 10 novembre all'Associazione Cultura e Sviluppo si parlerà di realtà carceraria insieme a ospiti d'eccezione, presentando casi di studio e dibattendo delle tematiche legate allo stato di salute presente e alle prospettive future di questa istituzione
ALESSANDRIA - Ripensare il carcere, abolirlo sostituendo l'istituzione attuale o lavorare dall'interno per cambiarlo profondamente, umanizzandolo? E' questa la domanda da cui partirà il dibattito organizzato presso l'Associazione Cultura e Sviluppo giovedì 10 novembre.

Racconta Paolo Bellotti che, oltre ad essere un educatore del carcere di San Michele, è anche nella redazione di Pagine Azzurre, una delle associazioni che ha promosso l'incontro: “Inutile negarlo, il carcere oggi sta diventando sempre più la rappresentazione concreta del fallimento di un modello sociale che via via ha tagliato sempre più le risorse per le politiche sociali. Oggi il carcere corre il rischio di diventare sempre più una “discarica sociale”, la rappresentazione efficace dell'assenza di una seria politica di ridistribuzione del reddito. Ma al tempo stesso, ed è qui che sta la vera contraddizione, appare l'unica risposta ad oggi percorribile per tutelare chi dei crimini ne è rimasto vittima. Il convegno cercherà di approfondire proprio questa tematica, con la consapevolezza che avendo fra i relatori personalità di rilievo nazionale in grado di prendere e orientare decisioni, il confronto non potrà che esserci d'aiuto.

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Davide Petrini, professore all'Università A. Avogadro e garante dei detenuti alessandrini, che aggiunge: "sarà una serata interessante perché saranno presenti, insieme, diversi esponenti e figure di rilievo, fra i quali Stefano Anastasia e Pietro Buffa, pronti a dibattere partendo da posizioni differenti. Da un lato c'è chi pensa che per il futuro la soluzione sia l'abolizione del carcere, mentre dall'altro c'è chi è invece per il suo mantenimento, pur compiendo un necessario processo di umanizzazione. Nella seconda parte dell'appuntamento verrà invece presentato un caso forse unico in Italia: la storia di un detenuto che dopo 30 anni di vita all'interno del carcere di San Michele, senza mai chiedere uno sconto di pena né un permesso, potrà usufruire della semilibertà su proposta del consiglio disciplinare, di solito chiamato a comminare sanzioni e non certo premi. Si tratta di un percorso speciale per una persona che all'interno della Casa di Reclusione di San Michele in questi anni ha preso 3 lauree e completato importanti percorsi di studio. E' sicuramente un'occasione da non perdere. 

L'appuntamento sarà per giovedì 10 novembre presso l'Associazione Cultura e Sviluppo Alessandria, in piazza Fabrizio De André, 76. L'incontro inizierà alle 19 e fra la prima e la seconda parte verrà offerto un momento di ristoro a buffet. 

Ecco l'invito e il programma dei relatori

10/11/2016

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