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Borghetto Borbera

Corsa contro il tempo scongiurare 60 licenziamenti alla Bundy

Lavoratori, sindacati e istituzioni si sono incontrati nella sala consiliare di Borghetto Borbera per trovare un'ancora di salvataggio per i 60 lavoratori Bundy che, a fine mese, rischiano il licenziamento. I primi passi saranno la richiesta di un incontro in prefettura, insieme alla proprietà e la verifica della possibilità di usufruire di altri sei mesi di cassa integrazione
BORGHETTO BORBERA – E' una corsa contro il tempo quella dei sindacati e delle istituzioni per scongiurare la mobilità per 60 lavoratori alla Bundy di Borghetto Borbera. L'azienda ha infatti utilizzato per tre anni consecutivi, negli ultimi cinque, gli ammortizzatori sociali. Per effetto del jobs act, non ne potrà più usufruire. Evitare quei licenziamenti, che potrebbero arrivare alla fine del mese di luglio, è il problema contingente. Ma resta anche quello più generale: il futuro dell'intero stabilimento. I sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato, insieme ai lavoratori in sciopero, i rappresentanti delle istituzioni: il sindaco di Borghetto Enrico Bussalino, i sindaci di Arquata, Vignole e Ronco Scrivia, il vicepresidente della Provincia Federico Riboldi, il consigliere regionale Walter Ottria, i parlamentari Riccardo Molinari (Lega) e Federico Fornaro (Leu). E' fronte comune, a tutti i livelli, per portare avanti un'azione congiunta. “L'azienda ha rifiutato il dialogo – ha detto il rappresentante sindacale Michele Marogna – lo sciopero di lunedì non voleva essere di contrapposizione, ma volevamo dare un segnale alla proprietà”.
Nel 2013 lo stabilimento si fermò per diversi giorni e la “battaglia” portò a fermare i licenziamenti. “Da allora non è cambiato nulla. Non ci sono stati investimenti sulla struttura. Gli unici soldi sono stati spesi sulle linee, che possono essere spostate altrove in qualunque momento”. Già nel 2013 una parte della produzione venne trasferita in Turchia.
Il settore del freddo, dove opera la Bundy, è in crisi da tempo. Ma l'azienda, a detta dei sindacati, non ha fatto nulla per risolvere le criticità. E ora si chiude in un silenzio preoccupante.
Due le strade individuate nel corso della riunione. Il sindaco Bussalino chiederà formalmente un incontro con il Prefetto e la Provincia, al quale saranno invitati i vertici aziendali. Parallelamente in Regione verrà chiesta la possibilità di prorogare, con fondi regionali, la cassa integrazione per sei mesi, per dare un po' di respiro ai lavoratori che rischiano di ritrovarsi a breve senza stipendio.
“E' però evidente che il nodo cruciale resta quello del futuro dello stabilimento e non solo dei 60 che rischiano la mobilità, ma di tutti i 160 dipendenti”, hanno sottolineato i funzionari di Fiom, Fim e Uilm.
Il sindaco Bussalino ha ricordato come Bundy, insieme a Sutter, siano le uniche realtà produttive della zona e che una eventuale delocalizzazione di Bundy rischia di mettere in ginocchio tutta la comunità.  
9/07/2018

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