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Novi Ligure

Metà dei medici di famiglia verso la pensione, a rischio l'assistenza?

Metà dei medici di famiglia a Novi Ligure ha più di 60 anni: senza un cambio di rotta, nel giro di 5-10 anni la sanità di base potrebbe rischiare il collasso. Le cose non vanno meglio nei centri minori: a rischio Arquata, Serravalle, Stazzano, Cassano e la val Borbera. Si salva solo Gavi
NOVI LIGURE – Metà dei medici di famiglia a Novi Ligure ha più di 60 anni: senza un cambio di rotta, nel giro di 5-10 anni la sanità di base potrebbe rischiare il collasso. Secondo il sito Sistema Piemonte, tramite cui è possibile effettuare la scelta del medico di famiglia direttamente via internet, a Novi sono presenti 23 medici di base, ben 13 dei quali hanno almeno 60 anni a tutto il 2018.

Le cose non vanno meglio nei centri minori. A Serravalle Scrivia, Stazzano e Cassano Spinola i medici under 60 sono tre su 6. Ad Arquata Scrivia e in val Borbera il numero di dottori che nel giro di qualche anno potrebbe andare in pensione supera la metà. Situazione più tranquilla a Gavi, che può contare su quattro medici sotto i 60 anni, rispetto ai cinque presenti in totale.

Guardando un po’ più in là nel tempo, i dati appaiono ancora meno rosei. I medici nati dopo il 1965, infatti, si contano sulle dita di una mano: due a Novi, uno a Gavi, Pozzolo e Arquata e nessuno in val Borbera.

Secondo l’ultimo bilancio di Enpam, l’ente di previdenza dei medici, nel 2017 sono andati in pensione 1.720 medici di famiglia, pari al 21,1 per cento in più rispetto all’anno precedente. L’età media di pensionamento è di 67 anni e 7 mesi. Il confronto con l’ultimo triennio è ancora più impietoso: dal 2014 al 2017 c’è stato un incremento dei pensionamenti del 92 per cento.

Secondo il presidente di Enpam Alberto Oliveti «il pericolo è reale». Ma perché si è arrivati a questo punto? Secondo Enpam, ad aver provocato la situazione attuale è stata «una programmazione degli accessi alla formazione post laurea inadeguata rispetto ai bisogni dei cittadini, sommata a un blocco delle convenzioni e del turn over che sta ostacolando il graduale ingresso dei giovani medici». «Quando si sbloccheranno le convenzioni e le assunzioni, l’Italia scoprirà amaramente che i giovani medici pronti ad essere inseriti sono inferiori alle esigenze», ha detto Oliveti.

Anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha chiesto di intervenire urgentemente: secondo i dati della Fnomceo, infatti, tra dieci anni 33 mila medici di famiglia andranno in pensione, e solo 11 mila new entry arriveranno a sostituirli.
15/05/2018

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