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Opinioni

Ti siedi sulla panchina? Meriti di essere torturato e giustiziato

Una foto di alcuni richiedenti asilo seduti sulle panchine di piazza Santa Maria di Castello, postata sui social dal presidente della Lega Nord in consiglio comunale, ha scatenato un vero "linciaggio mediatico", con centinaia di condivisioni e commenti che inneggiano a esecuzioni sommarie. E' razzismo, non campagna elettorale
20:00 Una bella foto di gruppo
...e alla fine, sono un po' gli alessandrini che hanno risposto alla chiamata e sono andati a fare una foto di gruppo alle 17 in piazza Santa Maria di Castello. Va detto, che poco dopo, altri ne sono arrivati e sono diversi i selfie e gli scatti che girano su Facebook. Persone pacificamente sedute, questa volta sotto la pioggia, su quelle stesse panchine. Senza dubbio la risposta intelligente per rispondere a certe provocazioni.


OPINIONI - "Piazza Santa Maria di Castello dopo il restyling. Come volevasi dimostrare. In fondo quelli che ci pagheranno le pensioni si scaldano al sole".

E' questa la didascalia scelta dal presidente della Lega Nord nel Consiglio Comunale del capoluogo per condividere su Facebook un'immagine dove si vedono alcuni richiedenti asilo placidamente seduti sulle panchine di Santa Maria di Castello, fresca di restauro.

In poche ore sotto il post del consigliere leghista si è scatenato un turbinio di commenti raccappriccianti, capaci di rievocare le pagine più ignobili della storia dell'umanità, senza che lo stesso consigliere, peraltro, avesse nulle da eccepire. Mentre cresceva il numero delle condivisioni, facendo diventare il contenuto presto virale, diversi utenti si sbizzarrivano nell'immaginare cosa si dovesse fare a delle persone sedute su una panchina: chi evocando una bella grigliata, chi l'apertura di una botola sotto di loro, chi la necessità di una spedizione punitiva, chi un'esecuzione a colpi di mitra. 

Come si chiama voler condannare delle persone, che neppure si conoscono, semplicemente per il colore della loro pelle, per la loro provenienza geografica o per il loro status di richiedenti asilo, ignorando la loro storia personale, i loro comportamenti, la loro responsabilità individuale per le azioni che in prima persona hanno compiuto?
Si chiama razzismo, non c'è un modo diverso di definirlo. Si prende uno stereotipo, lo si applica a chiunque a prescindere dal contesto, e il gioco è fatto. Ma è un gioco pericoloso, che va stigmatizzato e che non va sottovalutato, perché può avere conseguenze gravissime. Nel caso specifico si ignora, per esempio, che per le leggi italiane quelle stesse persone non possono lavorare finché la loro posizione non viene chiarita, anche se lo volessero. Quando essere seduti su una panchina diventa motivo di odio abbiamo tutti un problema, e la comunità bene farebbe a interrogarsi su cosa lo generi e come sia possibile affrontarlo. 

Al di là di chi utilizza ad arte situazioni di questo tipo per fare campagna elettorale, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze che determinate azioni possono avere, ci sono tanti alessandrini che dimostrano il disagio crescente per la propria condizione, e sappiamo quanto storicamente questa situazione porti all'esasperazione verso tutto e verso tutti, e quanto sia facile cadere nel razzismo e in ogni forma di fobia rivolta al diverso, allo straniero, al nemico. Poco importa chi sia, cosa lo abbia spinto a partire, cosa gli abbia riservato la vita e quale possa essere il suo reale impatto sulla nostra comunità. 

La foto ha scatenato sui social una vera e propria "battaglia" di commenti, perché c'è chi ha risposto con indignazione o ironia ai post razzisti apparsi su molti profili. C'è chi si interroga su quale sia la colpa di queste persone, per meritare minacce di quel tipo, e chi è andato oltre, proponendo per oggi pomeriggio un evento pubblico in cui si vada in massa a scattarsi un bel selfie su quelle stesse panchine, così da inondare il web di immagini di persone pacificamente sedute al sole, forse la forma più intelligente per rispondere a certe provocazioni. L'appuntamento è per oggi, giovedì 4 maggio, dalle 17 proprio in piazza Santa Maria di Castello. Per chi volesse partecipare, ecco il link all'evento.

La speranza è che la stragrande maggioranza dei cittadini sappia rispondere a certe provocazioni con più responsabilità, umanità e lucidità rispetto a quella dimostrata da politici senza scrupoli, razzisti della prima e dell'ultima ora, seminatori di odio e ignoranti cronici. Ma episodi di questo tipo devono essere un monito al mondo della politica nel suo insieme: senza risposte adeguate e capacità di costruire prospettive per le persone, il rischio è di scadere nella lotta del tutti contro tutti, dove basta sedersi su una panchina per rischiare il linciaggio. 

Restiamo umani. 
4/05/2017

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