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Ovada

Accademia Urbense: parole e immagini per raccontare un secolo di ovadesità

E’ andata in scena sabato scorso presso il convento dei Cappuccini di via Cairoli, la premiazione organizzata dall’Accademia Urbense con la consegna del premio “Ignazio Buffa” alla scrittrice Raffaella Romagnolo

OVADA - Un viaggio a ritroso nella memoria  della comunità ovadese. A contribuire a comporla le poche immagini disponibili delle epoche che se si sono susseguite, i disegni realizzati da Ermanno Luzzani per l’occasione, le letture da parte dell’autrice di alcuni passaggi scelti di “Destino”, il romanzo pubblicato lo scorso autunno in cui Raffaella Romagnolo ha voluto fondere fantasia e fatti realmente accaduti. E’ andata in scena così, sabato scorso presso il convento dei Cappuccini di via Cairoli, la premiazione organizzata dall’Accademia Urbense con la consegna del premio “Ignazio Buffa”, un format diverso per raccontare la nostra storia. L’area presa in maggiore considerazione quella della Cernaia, tra piazza Olivo, lungo Stura Oddini e via Roma, dove stando ai documenti ufficiali fino ai primi anni ’60 si trovava ciò che rimaneva del Palazzo Reale, dove nacque e visse la sua infanzia la Giulia Masca protagonista del libro.

“Il nome – ha raccontato lo storico locale Paolo Bavazzano – potrebbe essere dovuto al pernottamento di qualche membro della famiglia reale. Più probabilmente fu il frutto del sarcasmo di certi ovadesi”. In uno scenario dominato dalla povertà, l’area era contraddistinta da botteghe artigiane, in prevalenza calzolai, e dalle due filande. Dalle condizioni di lavoro e dal trattamento economico percepito dalla lavoratrici nasce lo sciopero di inizi ‘900 il cui insuccesso, riportato anche dal romanzo, convincerà la protagonista a scegliere la strada degli Stati Uniti per una nuova vita. Il volume è da poco stato pubblicato anche in Germania con il titolo di “Bella ciao”. E per l’occasione è arrivato anche un video messaggio di una versione acustica della canzone simbolo della lotta partigiana registrato da Cesco, voce storica dei Modena City Ramblers. Un tributo che raccoglie idealmente più generazioni e che mette in luce ancora un volta le radici della nostra comunità, comprese tra le colline dell’area al di là dell’Orba che in tempi in cui ci si spostava a piedi dovevano sembrare molto lontane e le prime abitazione tra piazza Castello e l’attuale centro storico. 

14/04/2019

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